PIL

<<Se un signore sposa la propria cameriera, il PIL diminuisce>>: questa frase l’ascoltai nelle prime lezioni di economia all’università. Essa, ancorché possa sembrare bizzarra, è un’affermazione vera in quanto il Pil (Prodotto Interno Lordo) misura il flusso annuo di produzione di beni e servizi della nazione limitatamente a quelli che passano per il mercato ovvero che danno luogo a transazioni commerciali e che, pertanto, sono definiti “merci”.

Quel signore, prima di sposarsi, pagava uno stipendio alla cameriera la quale prestava un servizio; sposandola scompare dalla contabilità nazionale sia lo stipendio che il servizio reso, quest’ultimo infatti va a confluire nella vasta quantità dei servizi auto prodotti dai cittadini.

La stessa cosa accadrebbe se un qualsiasi cittadino invece di acquistare la verdura dal fruttivendolo la coltivasse direttamente nell’orto di casa, oppure se invece di chiamare l’idraulico aggiustasse da solo il rubinetto che perde acqua, oppure ancora, se invece di assumere una badante assistesse lui stesso i genitori anziani, ma di esempi se ne potrebbero fare ancora molti.

La domanda da porsi è ora la seguente:

“se coltivo la verdura nell’orto anziché comprarla al mercato il mio

benessere economico aumenta o diminuisce?”

Citazione dall’introduzione di “PIL e Risorse Finite” di Gianfranco Baleani

 

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