La distribuzione delle ricchezze

Per noi, in casa, che di questi giorni senza televisione non siamo assaliti dalla morbosità del dettaglio, del colore dell’auto con cui sono scappati gli attentatori, del numero dei morti, dell’ora in cui è avvenuto il primo sparo o dalle informazioni sulla sorella del calciatore morta, la faccenda risulta abbastanza chiara.

Per noi, piccoli e semplici cittadini, in cui in tutta questa dinamica siamo inseriti ed esistiamo solo come “pedine” di un sistema, sembra chiara la faccenda.

Parliamoci cinicamente, il terrorismo non fa paura perchè puoi rimanerci secco. Tutti sappiamo che è molto più probabile, nell’ordine, che moriremo di problemi al cuore, di cancro, in un incidente stradale etc. Il terrorismo ci fa paura perchè il mondo che noi usiamo come pattumiera economica, ambientale e sociale viene a battere alla porta chiedendo di pagare il conto.

Allora ecco che noi, direttamente, facciamo parte di questo meccanismo di terrore come consumatori!

Il nostro consumo di soldi, di terreno, di natura, di energia lo devono pagare gli altri.

Allora la faccenda è chiara. Non vogliamo più il terrorismo e non lo vogliamo più da subito.

Sappiamo cosa fare, inutile girarci intorno!

Domani mattina, se non vuoi più il terrorismo come noi, vedi di lasciare in pace quei popoli che, prima o poi verrranno a batter cassa!

1) Non permettere che a loro vengano vendute armi! Fallo subito! Le armi sono veicolate tramite il denaro delle banche. Scegli una banca che non fa queste cose! Se vuoi un parere, noi ne abbiamo scelta una, possiamo sentirci in privato ma sul WEB troverai innumerevoli info! Chiedi che lo faccia la tua azienda, il tuo comune, la tua associazione, il tuo oratorio…Non scendere a compromessi, scegli chi in ASSOLUTO non permette questo tipo di transazioni! SI DEVE ESSERE RADICALI! E magari ci smenerai qualche decina di eruo all’anno per pagarti il conto corrente però è chiaro che il “gioco vale la candela”!!

2)Evita fino allo spasmo di sprecare energia. Tutte le guerre in medioriente (o meglio la zona a Nord dell’arabia Saudita: Siria, Palestina, Israele, Giordania, Iran, Iraq e Kwait…) sono finalizzate al controllo dei territori sia perchè presenti innumerevoli giacimenti di gas e di olio sia  per il passaggio delle dorsali intercontinentali di oleodotti e gasdotti. Studia un pochino. Troverai tante fonti utili a capire. Quindi cerca fino allo spasmo di evitare di usare petrolio. Da caricare il cellulare con un pannellino solare fino ad avere una casa passiva o ad avere una mobilità oil-free. Ricordati che ne giova anche l’ambiente! Niente terrorismo e territorio più pulito. Cosa vuoi di più?? Nella nostra vita qualcosa abbiamo fatto. Se ti va ne possiamo parlare in privato! Chiedi che lo facciano tutti attorno a te! Il tuo comune, il tuo parroco, il tuo sindaco, il tuo datore di lavoro ed i tuoi colleghi. Promuovi questa mentalità. Lega il rispetto dell’ambiente al rispetto delle persone che vivono in stati martoriati dalle guerre dove si muore per permettere a noi di accendere il riscaldamento!!

3) Evita di esprimere giudizi. Entra nella consapevolezza che quei popoli devono uscire da dinamiche quali “esportazione di democrazia”. Abbi fiducia nell’uomo e lascia che, dopo aver tolto il nostro giogo a quei popoli, questi possano autodeterminarsi commettendo a casa loro i loro errori e trovando la soluzione nei loro stati. La situazione geopolitica di questi territorio è talmente “incasinata” che quasi non si capisce più da dove sia iniziato il conflitto.  Insomma lasciamoli in pace e preoccupiamoci dei nostri problemi. Facendo così sarai più aperto ad accogliere chi arriva fin da noi.  Scappano da tutto, scappano dalla morte!

4)Chiedi con forza che tutti vicino a te facciano la stessa cosa. Sii d’esempio, inizia tu, ma poi parla con i colleghi, con gli amici, con i tuoi studenti. Fai si che tutti inizino a vivere dandosi come priorità ASSOLUTA quella di diventare consumatori rispettosi dei popoli ad oggi oppressi e pronti ad esplodere in una guerra mondiale! Discuti con tutti, fai capire che noi possiamo chiedere si a i nostri governanti di fare qualcosa per il terrorismo ma che noi siamo parte di esso.

5) Lascia fuori le religioni da questi discorsi. Preso ogni testo sacro possiamo trovare al suo interno migliaia di messaggi di guerra, morte e violenza. Vivi la tua fede nei suoi valori non nei suoi riti. Non sono i dogmi ed i credo religiosi che ci salveranno dall’ingiustizia ma i valori di fratellanza e rispetto che nel profondo ogni uomo ha nel cuore.

6)Non seguire quelli che continuano a fare “azioni simboliche” per la pace o contro il terrorismo. Oggi abbiamo la capacità di agire, da domani mattina, come singoli cittadini per fermare questo abominio! Guardali in faccia e chiedi loro di iniziare da domani mattina una nuova vita in cui il rispetto e la libertà anche per chi sta lontano da noi (culturalmente e geograficamente) deve veicolare le nostre scelte!

Il nostro consumismo, il nostro stile di vita, il nostro esistere stesso è parte di un meccanismo economico in cui si preclude a troppi l’accesso alla ricchezza. Parliamoci chiaro noi tutti siamo una pedina di quella parte del mondo che della ricchezza gode in maniera spropositata.

INIZIAMO NOI AD INTERROMPERE QUESTA CATENA DI INGIUSTIZIA!

CONSUMIAMO RESPONSABILMENTE E VIVIAMO RESPOSABILMENTE, SENZA COMPROMESSI TOGLIENDO GIORNO PER GIORNO SEMBRE DI PIÙ QUELLE NOSTRE AZIONI CHE ALIMENTANO LE CATENE D’ODIO E DI INGIUSTIZIA CHE PRODUCONO QUESTE TENSIONI INTERNAZIONALI.

La globalizzazione ha permesso prima di trarre vantaggio nei mercati economici senza badare però al conto che avremmo dovuto pagare.

Ora per noi è arrivato il momento di scegliere se pagare il conto di tutti quei vantaggi che abbiamo tratto dalla globalizzazione ed il liberismo sfrenato oppure mollare l’osso, farci un bell’esame di coscienza, e permettere ai popoli oppressi di scegliere da soli la loro strada.

Buona vita anti terrorismo quindi!

A te la scelta. O continuare a vivere passivamente oppure cercare di uscire insieme a tanti da questa spirale che non fa che alimentare ingiustizia ed oppressione.

A presto!

Sempre a pensare che “non si possa fare”…

Rompo un lungo silenzio di questo blog con alcune riflessioni sull’acqua di falda, il mio lavoro e l’inquinamento.

Al di fuori della mia cerchia stretta di conoscenti (a partire da mia madre e mio padre fino ad arrivare a qualche amico più intimo) ho sempre fatto fatica a far capire alla gente che lavoro io svolga.

Ho sempre fatto fatica a fare capire che lavoro facessi finché finalmente alcune delle problematiche che affronto quotidianamente sono arrivate alla ribalta mediatica.

Ma, vedi … dicevo alla gente… faccio delle “cose” che con i computer riesco a capire come è fatto “sottoterra” e come si muove l’acqua nella “falda”… ma non ho mai detto nulla di più… imbarazzato dalle domande che seguivano dopo aver detto le frasi di rito.

Scambiato per Indiana Jones della pianura, oppure per un cervellone che si intendeva di programmazione ho sempre continuato a rimanere imbarazzato di fronte alla mia incapacità di spiegare cose potessi fare con quello che per molti anni ho studiato (e tutt’ora studio).

Poi ad un certo punto sui giornali escono alcune notizie riferite alla contaminazione del sottosuolo da parte di discariche o luoghi estremamente inquinati (riporto una frase da un recente articolo da ilFatto.it che tratta di una discarica inquinante a Brescia):“Confermo tutto: la falda è una sola”.

QUESTO LO DICE IL GEOLOGO!!!

Ecco che le domande che mi fanno gli amici, i conoscente e gente che sa che sono un geologo diventano drammaticamente intuitive:

“ma quindi tu, Lele (o dottor Cavalli, per chi non mi chiede e non mi conosce) sapresti ricostruire come è fatto il sottosuolo e dire se gli inquinanti dalla superficie della pianura possono andare nelle falde e finire nei rubinetti?”

SI! Rispondo io questo lo posso fare…

Si, e come me (e meglio di me) ci sono un sacco di colleghi che con i loro moderni e modernissimi studi professionali ed accademici sono in grado di farlo con così tanta precisione che quando ci mettono mano vengono fuori molti più problemi di quelli che erano stati sottosposti.

Inquinanti di tutti i generi e tipi, emergenti o non emergenti, pericolosi, pericolosissimi o inerti, in tracce o dosi massicce, tossici o meno popolano le nostre falde con quotidiana abitudine.

Ora non è più una questione di essere più o meno ambientalisti, non è questione di emergenza (tanto l’acqua la si potabilizzerà sempre rendendola buona e sicura anche se verrà dalle pozzanghere) qui è una questione di salvaguardia di una risorsa a noi essenziale.

In Lombardia ed in generale nella nostra pianura abbiamo una risorsa che in tutto il mondo si fanno guerre per averla: siamo pieni d’acqua ovunque!! Il nostro sottosuolo è intriso da decine di milioni di km cubi di acqua.

A noi sta il compito di evitare di rendere questa essenziale risorsa da un bene universale ad un business economico.

Si, perché l’alternativa alla sua salvaguardia è proprio il business della bonifica e della potabilizzazione che è già attivo e riguarda ormai tutti noi (compresi i nostri portafogli).

Occhio quindi, a tutti quelli che dicono “acqua pubblica del rubinetto è acqua buona” perché dietro si stanno muovendo i mercati dalla logica del profitto e del capitale…

Si spendono centinaia di milioni di euro ormai per potabilizzare l’acqua che a nostra volta inquiniamo quotidianamente ed abbiamo inquinato per anni.

Io mi permetto di dire che sarebbe il caso di spendere milioni di euro per iniziare  a tutelare questa risorsa!!!!!

A presto

LELE

falda_big

 

Cassetta

La casa nuova è piena di Macerie (non ci posso lavorare).

La Giova è al CFM (via fino a martedì).

Ed io vago in ferie (forzate) lottando contro l’ozio.

Allora idea:”METTO ORDINE NEI MIEI MARCHINGEGNI DEL FTV PORTATILE!”

E così ho deciso di cacciare in una cassetta di alluminio (si fa per dire) da 9,90€ le seguenti chincaglierie:

Batteria 18Ah 12V

Regolatore di carica 5A (con crepuscolare)

Collegamento a clip dei miei due pannellini portatili (5Wp e 20Wp). Ho deciso di fare due uscite (in serie ovviamente) per poter configurare il tutto in modo “leggero” portando via il 5 o completo arrivando a 25Wp (che per un campo vanno benone).

Inverterino da 150W (300W di picco)

3 Connettori tipo auto (5A massimo)

1 USB (1000 mA massimo).

3 Uscite del carico a 12V dal Regolatore di Carica (una ancora libera, vorrei metterci una torcia a LED che ho in casa e che ha le sue batterie ricaricabili interne andate!).

Quello che ne esce è questo:

2013-12-28 20.52.40

A me sembra carino e soprattutto funzionale.

Piccolo ma portabile!

A presto

LELE

 

Quattro cerini per riscaldare una casa?

Ultimamente è tornato di moda un video su come riscaldare una casa con 4 cerini al giorno.

Allora facciamo quattro calcoli e vediamo se riusciamo a rivoluzionare il nostro bilancio energetico domestico.

Assumiamo che le candele siano di paraffina pura
Assumiamo che tu possa bruciare 1kg di paraffina ogni ora
Conoscendo il potere Colrifero della paraffina a 42Mj/kg
Facendo la debita conversione P(w)=E(j)/t(s)
Quello che ottieni è che 1kg di paraffina bruciata è equivalente ad 11kWh termici.
Questo vuol dire che è come avere un’ottima stufa che possa scaldare circa 80 mq di casa.
Ripeto, questo per 1kg di candele bruciate.
Veniamo all’esempio di 3 cerini=3x15g=45g di paraffina (probabilmente nemmeno pura)…
Emmmm….
Ecco… un po di caldo lo fanno… però penso che con 0,53Wh tu non riesca a fare proprio nulla per riscaldare un ambiente come una stanza… anzi… probabilmente mettere una spessa tenda davanti alle finestre e diminuire la trasmittanza degli infissi con questo economico e definitivo espediente porta benefici nel bilancio termico estremamente migliori.
Questa la teoria…
Poi vi dico che a volte in bivacchi in alta montagna fatti di sola lamiera si accendevano 2 candele e si stava molto meglio.
Non so se sia l’effetto psicologio, non so se sia perchè la fiamma crea una piccola turbolenza e rende l’aria meno umida…
Sta di fatto che 4/5 cerini accesi con il cotto di alcuni vasi sopra io li metterei per fare ambiente e stemperare l’aria dal freddo denso.
Rispondendo al quesito iniziale: NO, QUESTO SISTEMA NON PUO’ RISCALDARE UNA STANZA.
Sta di fatto che le candele sono magiche e rendono la casa più bella. Quindi buona candela a tutti…
A presto
LELE

Appuntamento Assessori

Oggi pomeriggio alle 18:00 nell’ufficio dell’Assessore A.Ferrari insieme ai suoi colleghi S.Piacentini e T.Premoli mi incontrerò per parlare di mobilità elettrica con tutti i suoi aspetti collegati (salute, qualità della vita, trasporti, green-economy).

Andrò a proporre essenzialmente 2 cose:

1) Sistema lowcost per il posizionamento di centri di ricarica GRATIS per il cittadino. Obiettivo: permettere a chi entra in Lodi di usufruire di mezzi di trasporto elettrici leggeri scegliendo modelli con autonomia dimezzata rispetto alla reale necessità del viaggio. Mi spiego: se ogni giorno faccio 40km per andare a Lodi a lavorare o a scuola dovrei comprare un mezzo che li compia tutti con una sola carica. Se trovo ovunque sparse per la città connettori che mi ricarichino il mezzo allora posso spendere la metà comprandone uno che mi garantisca l’autonomia per la singola tratta.

Proporrò di attuare un piano che preveda l’apposizione su ogni edificio pubblico di almeno 2 connettori di tipo industriale a 220V muniti di temporizzatore (minimo 2 ore ma questo tempo sarà da decidere in base alle disponibilità economiche comunali) ed eventuale relè GSM per lo spegnimento da parte dell’amministrazione a distanza con SMS. Tessera riconoscitiva ed adesivo da apporre sulle biciclette, ciclomotori e motocicli elettrici che sono scritti alla rete di ricarica gratuita (gli iscritti pagheranno una quota annuale al limite del simbolico: io proporrò 40€).

2) Nuovo concetto di trasporto pubblico urbano elettrico e a chiamata. Obiettivo: mobilità leggera elettrica (furgoni 9 posti) a chiamata + circolare destra e sinistra continua. Lodi è piccola ed ha per sua natura una forma che permette il trasporto a chiamata. Le “mura” della nostra città disegna un perfetto tragitto per disegnare una circolare dx e sn. Tale strumento permette anche la regolamentazione della velocità del traffico. Andando ad una velocità costante di 50km/h o 30km/h si ottiene una laminarizzazione dell’onda di traffico (avete presente, per chi corre, quelli che ti danno il ritmo nella maratona?). Nella mappa sotto vedete come ho suddiviso in aree di chiamata la città di Lodi per una prima ipotesi (bozza, solo una bozza da cui partire!)

Obiettivo urbanistico/viabilistico: creare una grandissima zona a Lodi (dentro le mura) con traffico completamente elettrico, zero emissioni, zero rumori e tante tante tante aree pedonali e ciclabili.

Obiettivo ambientale: riduzione significativa (e non ditemi che siamo in un catino naturale e che il vento porta le polveri da Milano perchè se fai il blocco del traffico le polveri scendono!) del particolato e degli inquinanti derivanti dal funzionamento delle auto endotermiche

Obiettivo sociale: creare una zona dove la gente possa rimettersi ad occupare le strade, usare, creare movimento, agitazione sociale, fermento, condivisione e si possa riprendere la propria città!

PS: se qualcuno volesse venire che venga pure!

A presto

LELE

Contatti con gli assessori

Qualche giorno fa avevo pubblicato questo post .

Le reazioni ci sono state e sono state di 3 tipi.

Andrea_Ferrari

Il primo a rispondere è stato Andrea Ferrari. Mi aspettavo questa risposta perchè, anche con tutte le nostre divergenze, conosco la volontà effettiva di Andrea di cercare sempre la massima collaborazione. Quindi nulla di nuovo e lode al suo lavoro che potrà fare sempre meglio.

 

Simone_Piacentini

A ruota, dopo poche ore e nello stesso giorno per esattezza, mi risponde Simone Piacentini. Lui mostra subito una forte propensione al dialogo con buona diplomazia andando lentamente a darmi del TU dopo un approccio molto formale che ci si aspetta sempre e comunque dalle istituzioni. Poi incalza la dose e propone di incontrarci informalmente ma tutti e tre gli assessori insieme seguendo un ordine del giorno che potrebbe occupare, se ben sviluppato, i prossimi 10 anni degli assessorati in questione.

Ecco il suo programma di incontro, ben fatto, per “studiare” la mia idea (loro non sanno che poi gliene sfornerò altre 5000… ihihih):

a) analisi e verifica della fattibilita’ del punto di ricarica. Hardware e costi di installazione

b) analisi del bacino di utenza. Potremmo capire il numero di utenti tramite una promozione sui social network.

c) analisi e verifica dei punti delle possibili installazioni. Dove? Luogo e numero di prese

d) analisi dell’investimento

e) tempi di attualizzazione

f) modalita’ di promozione del servizio

g) analisi della proposta relativa all’agenzia di vendita agevolata. Metodologia, legislazione e costi.

Tommaso_Premoli

Oggi, dopo 6 giorni e dopo un buon numero di mail scambiate tra me e i suoi colleghi (tutti sempre in copia), Tommaso Premoli blocca tutto riferendomi in modo diplomatico che l’assessore è lui e che mi chiameranno più avanti. Io, permaloso e malizioso come sono, traduco con un bel “Fatti i kazzi tuoi”

 Ecco il testo di Tommaso Premoli:

Buongiorno Emmanuele,

la propost

a è interessante ed in linea con le nostre intenzioni. Io, come assessore alla mobilità, sto affrontando il tema per cercare di elaborare una strategia di prospettiva nell’ottica di introdurre buone pratiche, quindi di ridurre le emissioni e migliorare infine la qualità della vita. Concordo sull’opportunità di un incontro per confrontarci ed approfondire. La scaletta suggerita dall’Assessore Piacentini va bene ma credo sia prematuro entrare eccessivamente nel dettaglio Ci faremo sentire noi per un primo incontro.

Grazie per la disponibilità e la collaborazione.

Rimango a disposizione

Tommaso Premoli

Rispondo subito un po stizzito perchè mentre da una parte mi si propone di incontrarsi quanto mai presto e seguire un odg fitto fitto dall’altra mi si respinge con un “Ci faremo sentire noi per un primo incontro”.

Passano 180 secondi e Tommaso Premoli ribatte subito dicendo che avevo frainteso.

Ecco l’ultimo testo:

Caro Emmanuele,

credo ci sia stato un fraintendimento. Non ho assolutamente invertito rotta. Siamo ben contenti che liberi cittadini, soprattutto se competenti, mettano a disposizione le loro idee. Per questo siamo completamente aperti ad un confronto come ho scritto. Siamo fermamente convinti della validità del principio di partecipazione democratica e di coinvolgimento della cittadinanza nell’amministrazione della città. Non ho rimandato a data da destinarsi, ho semplicemente detto che ti avremmo contattato noi una volta individuata una possibile data e tenendo conto dei diversi impegni. Tutto qui. Spero di aver chiarito.

Rimango a disposizione

A presto

Tommaso

Mi delude perché se proprio dovevo pensare in base al partito mi sarei aspetta un’accelerata su questi temi proprio da Tommaso Premoli. SEL c’ha dentro la parola ECOLOGIA. Invece no, probabilmente Tommaso Premoli starà investendo il suo tempo di assessore su altri fronti di cambiamento e miglioramento del paesone di Lodi.

Boh, stiamo a vedere.

PS: Sta di fatto che se qualcuno volesse mettersi insieme e provare a razionalizzare con diverse competenze questa mia idea di ricarica pubblica gratuita e gruppo di acquisto comunale di mezzi elettrici può scrivermi tranquillamente.

Al prossimo aggiornamento.

LELE

Vediamo come reagiscono ;)

Stamattina ho mandato a tre assessori (Ferrari, Piacentini, Premoli) la seguente mail:

Ciao a tutti e tre.
Vi scrivo per un progetto che ho in mente da tempo per incentivare la mobilità elettrica leggera (scooter e quadricicli) in Lodi.

Premetto che sono utilizzatore di scooter elettrico da 3 anni (da quando sono diventati realmente utilizzabili diciamo) e mi muovo tutti i giorni con quello facendo circa 150km/giorno.

Il problema dei mezzi elettrici oggi è essenzialmente legato all’autonomia e, se uno avesse realmetne bisogno (come il sottoscritto) di fare 100/150 km al giorno il mezzo che riuscirebbe a svolgere tale compito sarebbe molto oneroso inizialmente paragonato al termico.

Bene, a Lodi ci sarebbe un modo gratuito per gli utenti e di bassissimo impatto economico per l’amministrazione per dimezzare la richiesta di autonomia di chiunque venga a Lodi con un mezzo elettrico leggero.

Sintetizzo di seguito.

Esporre per ogni edificio pubblico (anche privato ma il discorso diventa lungo) una o più prese di corrente con 2/3 connettori standard tali per cui ogni singolo cittadino possa ricaricarsi gratuitamente. Per evitare che una persona possa abusare di tale spina inserire un temporizzatore che permette di ricaricarsi per non più di 2 kw (costo al comune di 0,4€).

Associando tale incentivo all’utilizzo del mezzo (praticamente l’utente si muoverebbe gratis) all’ampliamento della ZTL escludendo i mezzi elettrici leggeri da tale limite potremmo ottenere ovvi risultati in qualità del traffico, rumore e qualità dell’aria.

Associata a questi incentivi si potrebbe produrre un’agenzia di vendita agevolata di mezzi elettrici che sia interna al comune. In Italia esistono diversi gruppi d’acquisto di mezzi elettrici che saltando i numerosissimi intermediari riescono a dimezzare il costo al compratore finale.

Disponibile per i necessari approfondimenti e per mettere in campo competenze (anche tecniche) per sviluppare questa idea.
Saluti

Voglio capire due cose ora:

1- se questa idea è fattibile

2-come reagiscono singolarmente ad uno stimolo di un cittadino

A presto

LELE

BASTA!!

Leggo sul cittadino, ma in realtà si sapeva che appena l’argine fosse stato finito si sarebbero svincolate nuove aree oltreadda e che quel bel quadrilatero verde non sarebbe rimasto tale per molto ancora, che un’altra fetta del nostro territorio andrà a farsi benedire… (leggi qui l’articolo)

Follia, follia follia…

Con tutti l’invenduto, basta snocciolare i dati, con tutta le zone industriali in ambito di consolidato residenziale da andare a trasformare, noi andiamo a consumare ancora territorio.

BastaBastaBasta!

Poi sono tutti li a fare i buoni e le conferenze sul consumo di suolo.

Si fanno gli affari loro!!!

La voce del cittadino non è minimamente ascoltata o contemplata.

L’unico interesse è fare cassa!!

Non ditemi che ci sono 120 famiglie a Lodi che aspettano di aver casa!!!

Al buon ipocrita Uggetti, che si fa tanto “uomo ecologia” prendendoci tutti per il culo andando in bicicletta, sta cominciando a bruciare il peperone e per far cassa al posto di mettere mano REALMENTE alla spesa corrente va a rimpinguarla con ‘sti stramaledetti oneri di urbanizzazione.

E non risparmio parole di disprezzo verso tutti i suoi alleati consiglieri che a testa china hanno votato in massa.

Alcuni di questi sono amici e soprattutto di loro sono rimasto deluso.

I fatti stanno parlando chiaro, questa amministrazione non è nel segno dell’innovazione e nel cambio di marcia verso un comune “sostenibile”.

Tutti quaqquaraqua…

Bla bla bla bla… parole parole parole…

Mamma mia se sono inkazzato!!!

SCHIAVI SCHIAVI SCHIAVI!!!!

Il mistero dello scambio

Used-clothing

Tutti gli anni, 2 volte l’anno a lodi si svolge un evento “lo scambio dei vestiti”.

Nato nella casa di una mia zia e fatto per scambiarsi vestiti tra amiche, questa buona prassi tipicamente familiare è cresciuta fino a diventare aperta a tutta la città.

Stupendo! finalmente non sei dispiaciuta di buttare vecchi vestiti perchè sai che li prenderà qualche amica o comunque qualcuno che ne farà buon uso. Trovi vestiti interessanti, bizzarri, base ma anche belli!

Io per esempio ho smesso di comprare vestiti, salvo rare occasioni.

Però quest’anno qualcosa è cambiato…

Guardo e frugo tra i vestiti e non capisco…siamo qui così in tanti e rimangono solo gonne immense da “anziana signora”. Possibile che solo io abbia portato dei vesititi mettibili? Sì una o due magliette le trovo…ma il resto?

Non sono l’unica spiazzata.

Piano piano a tutte viene svelato l’arcano, il segreto, il mistero della sparizione dei vestiti più belli:

quando arrivi vieni gentilmente accolto dall’associazione che gestisce lo scambio, ti invitano a lasciare giù il tuo sacco che loro divideranno per tipo di vestiti.

Ecco!

Lì avviene la sparizione!

Colei che distribuisce, giustamente e in buona fede, trova nei sacchi qualcosa di interessante e “chi prima arriva meglio alloggia” e i vestiti migliori spariscono così.

…ci sto pensando ma forse l’anno prossimo lo scambio lo faccio privato.

 

I disegni dell’acqua

Stavo lavorando e per sbaglio ho tematizzato una “mappetta” con dei colori sbagliati.

Poi mi sono messo a farne un’altra “sbagliata” e mi piaceva…

E così ho fatto questo!

Che cosa sono?

Questi sono clip della superficie della falda freatica interpolata nel bacino padano.

Ogni “striscia” corrisponde ad un intervallo di valori per cui l’alteza della falda nel sottosuolo è uguale (isopiezometrica).

Mi sembravano belle…

No?

Ciao

A presto