Una bottiglia di Coca Cola

coca-cola-03Ho bevuto tutto d’un fiato il primo sorso cercando di rinfrescarmi dall’arsura di una giornata intensa in cui non ho avuto tempo di bere.
Dal sedile dietro una voce schietta, densa e squillante:”Ma non si fa, non si beve la Coca Cola!!!”.
Avrei potuto metterla in caciarra, fare finta di essere il solito buzzurro che “chi se ne frega se fa male a me e agli stri”. Invece no, quella voce, una giovane scout che con noi ha calcato le strade albanesi di Puka per una settimana, aveva qualcosa.
Aveva la forza e la decisione di chi vuole davvero provare a cambiare le cose.
Allora mi allargo un po’, provoco con qualche domanda retorica e poi attacco con alcune frasi più dense su come noi (la nostra famiglia) vogliamo cercare piano piano di demolire le azioni che nella nostra vita fanno male a noi e agli altri.

Ma non mi soffermo su questo discorso. Mi ha impressionato come il tono di voce della giovane donna sia cambiato. Quasi in tensione con il mondo intero, come un’empatia globale ascoltava con un pizzico di sofferenza quello che dicevo.

Quel tono di voce di chi ci crede, ecco, è su questo che vorrei soffermarmi.

Finita la chiacchierata con la giovane scout mi è stato detto grazie.

Ecco queste righe in terra italiana, mentre attendo di ritornare a Puka, sono per te, giovane donna scout, per dirti grazie, per dirti che se il futuro avrà speranza è per la gente che come te (e come voi, eravate in tanti!!) ha voglia di mettere in discussione TUTTO ciò ci circonda!

Mettete in discussione ogni singolo respiro, studiate, informatevi, professionalizzatevi, imparate, agite e poi dimenticate tutto nel giorno della festa, dei balli e della musica, dei banchetti e delle chiacchiere!

Amiamo il nostro mondo facendo in modo che tutti, a proprio modo possano amare la propria terra, il proprio paese.

Che nessuno si debba sentire in prigioni dorate, senza futuro o senza speranza perchè c’è chi si arraffa tutto e lascia le briciole a popoli interi.

Buona strada a voi che, lo sappiamo noi 3, ormai avete lasciato un pezzo di cuore qui in Albania.

E adesso mi riposo, domani si torna a Puka. In terra albanese. Non so se comprerò ancora una Coca Cola. Almeno non subito, non cercherò quel piccolo piacere ghiacciato con la stessa superficialità di prima perchè so che ti farebbe male. E’ una promessa!!

A presto!

Lele

La distribuzione delle ricchezze

Per noi, in casa, che di questi giorni senza televisione non siamo assaliti dalla morbosità del dettaglio, del colore dell’auto con cui sono scappati gli attentatori, del numero dei morti, dell’ora in cui è avvenuto il primo sparo o dalle informazioni sulla sorella del calciatore morta, la faccenda risulta abbastanza chiara.

Per noi, piccoli e semplici cittadini, in cui in tutta questa dinamica siamo inseriti ed esistiamo solo come “pedine” di un sistema, sembra chiara la faccenda.

Parliamoci cinicamente, il terrorismo non fa paura perchè puoi rimanerci secco. Tutti sappiamo che è molto più probabile, nell’ordine, che moriremo di problemi al cuore, di cancro, in un incidente stradale etc. Il terrorismo ci fa paura perchè il mondo che noi usiamo come pattumiera economica, ambientale e sociale viene a battere alla porta chiedendo di pagare il conto.

Allora ecco che noi, direttamente, facciamo parte di questo meccanismo di terrore come consumatori!

Il nostro consumo di soldi, di terreno, di natura, di energia lo devono pagare gli altri.

Allora la faccenda è chiara. Non vogliamo più il terrorismo e non lo vogliamo più da subito.

Sappiamo cosa fare, inutile girarci intorno!

Domani mattina, se non vuoi più il terrorismo come noi, vedi di lasciare in pace quei popoli che, prima o poi verrranno a batter cassa!

1) Non permettere che a loro vengano vendute armi! Fallo subito! Le armi sono veicolate tramite il denaro delle banche. Scegli una banca che non fa queste cose! Se vuoi un parere, noi ne abbiamo scelta una, possiamo sentirci in privato ma sul WEB troverai innumerevoli info! Chiedi che lo faccia la tua azienda, il tuo comune, la tua associazione, il tuo oratorio…Non scendere a compromessi, scegli chi in ASSOLUTO non permette questo tipo di transazioni! SI DEVE ESSERE RADICALI! E magari ci smenerai qualche decina di eruo all’anno per pagarti il conto corrente però è chiaro che il “gioco vale la candela”!!

2)Evita fino allo spasmo di sprecare energia. Tutte le guerre in medioriente (o meglio la zona a Nord dell’arabia Saudita: Siria, Palestina, Israele, Giordania, Iran, Iraq e Kwait…) sono finalizzate al controllo dei territori sia perchè presenti innumerevoli giacimenti di gas e di olio sia  per il passaggio delle dorsali intercontinentali di oleodotti e gasdotti. Studia un pochino. Troverai tante fonti utili a capire. Quindi cerca fino allo spasmo di evitare di usare petrolio. Da caricare il cellulare con un pannellino solare fino ad avere una casa passiva o ad avere una mobilità oil-free. Ricordati che ne giova anche l’ambiente! Niente terrorismo e territorio più pulito. Cosa vuoi di più?? Nella nostra vita qualcosa abbiamo fatto. Se ti va ne possiamo parlare in privato! Chiedi che lo facciano tutti attorno a te! Il tuo comune, il tuo parroco, il tuo sindaco, il tuo datore di lavoro ed i tuoi colleghi. Promuovi questa mentalità. Lega il rispetto dell’ambiente al rispetto delle persone che vivono in stati martoriati dalle guerre dove si muore per permettere a noi di accendere il riscaldamento!!

3) Evita di esprimere giudizi. Entra nella consapevolezza che quei popoli devono uscire da dinamiche quali “esportazione di democrazia”. Abbi fiducia nell’uomo e lascia che, dopo aver tolto il nostro giogo a quei popoli, questi possano autodeterminarsi commettendo a casa loro i loro errori e trovando la soluzione nei loro stati. La situazione geopolitica di questi territorio è talmente “incasinata” che quasi non si capisce più da dove sia iniziato il conflitto.  Insomma lasciamoli in pace e preoccupiamoci dei nostri problemi. Facendo così sarai più aperto ad accogliere chi arriva fin da noi.  Scappano da tutto, scappano dalla morte!

4)Chiedi con forza che tutti vicino a te facciano la stessa cosa. Sii d’esempio, inizia tu, ma poi parla con i colleghi, con gli amici, con i tuoi studenti. Fai si che tutti inizino a vivere dandosi come priorità ASSOLUTA quella di diventare consumatori rispettosi dei popoli ad oggi oppressi e pronti ad esplodere in una guerra mondiale! Discuti con tutti, fai capire che noi possiamo chiedere si a i nostri governanti di fare qualcosa per il terrorismo ma che noi siamo parte di esso.

5) Lascia fuori le religioni da questi discorsi. Preso ogni testo sacro possiamo trovare al suo interno migliaia di messaggi di guerra, morte e violenza. Vivi la tua fede nei suoi valori non nei suoi riti. Non sono i dogmi ed i credo religiosi che ci salveranno dall’ingiustizia ma i valori di fratellanza e rispetto che nel profondo ogni uomo ha nel cuore.

6)Non seguire quelli che continuano a fare “azioni simboliche” per la pace o contro il terrorismo. Oggi abbiamo la capacità di agire, da domani mattina, come singoli cittadini per fermare questo abominio! Guardali in faccia e chiedi loro di iniziare da domani mattina una nuova vita in cui il rispetto e la libertà anche per chi sta lontano da noi (culturalmente e geograficamente) deve veicolare le nostre scelte!

Il nostro consumismo, il nostro stile di vita, il nostro esistere stesso è parte di un meccanismo economico in cui si preclude a troppi l’accesso alla ricchezza. Parliamoci chiaro noi tutti siamo una pedina di quella parte del mondo che della ricchezza gode in maniera spropositata.

INIZIAMO NOI AD INTERROMPERE QUESTA CATENA DI INGIUSTIZIA!

CONSUMIAMO RESPONSABILMENTE E VIVIAMO RESPOSABILMENTE, SENZA COMPROMESSI TOGLIENDO GIORNO PER GIORNO SEMBRE DI PIÙ QUELLE NOSTRE AZIONI CHE ALIMENTANO LE CATENE D’ODIO E DI INGIUSTIZIA CHE PRODUCONO QUESTE TENSIONI INTERNAZIONALI.

La globalizzazione ha permesso prima di trarre vantaggio nei mercati economici senza badare però al conto che avremmo dovuto pagare.

Ora per noi è arrivato il momento di scegliere se pagare il conto di tutti quei vantaggi che abbiamo tratto dalla globalizzazione ed il liberismo sfrenato oppure mollare l’osso, farci un bell’esame di coscienza, e permettere ai popoli oppressi di scegliere da soli la loro strada.

Buona vita anti terrorismo quindi!

A te la scelta. O continuare a vivere passivamente oppure cercare di uscire insieme a tanti da questa spirale che non fa che alimentare ingiustizia ed oppressione.

A presto!

Inizio anno scout

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Verso metà agosto quest’estate in Albania eravamo a cena dal gruppo scout di Verona, alla casa accanto all’azienda di Kcira che tante volte ha ospitato anche noi.

Ci chiedono se vogliamo fermarci alla loro veglia rover, anche se non era troppo tardi il problema era la giornata da cui venivamo: io ero andata con tutto l’oratorio in spiaggia  viaggiando sul defender con su una ventina di bambini e Lele era appena tornato dall’italia.
Nonostante questo siamo rimasti, forse attirati dal fuoco, forse incuriositi dalla veglia.
Un assaggio di quella serata ce lo siamo portati a casa ed è questa canzone.

Con questa vogliamo augurare un buon inizio di anno scout a tutti!

A quelli con cui abbiamo giocato, riso e con cui abbiamo condiviso un pezzo significativo della nostra vita sicuri del fatto che “uno scout è chi…”

Buona Strada

Lele e Giova

Slow medicine

Io:SMS

Vieni a fare un giro a prendere la prima neve in Appennino sabato?

A:SMS

Guarda sono a Torino ad un congresso di Slow Medicine! Alla prossima!

Leggo il messaggino sul telefonino (come direbbe un’anziano signore) e rimango stupito subito di questa affascinante e curiosa scoperta.

 

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SLOW MEDICINE

Slow Medicine è innanzitutto un’idea:

Nasce dall’incontro di persone che, con esperienze e culture diverse, hanno operato ed operano all’interno del mondo delle cure per la salute e che negli ultimi trent’anni hanno prodotto pensiero e ricerca sul sistema sanitario dal punto di vista organizzativo, strutturale, metodologico, economico, comunicativo.

L’idea che i fondatori di Slow Medicine condividono è che cure appropriate e di buona qualità e un’adeguata comunicazione fra le persone riducano i costi dell’organizzazione sanitaria, riducano gli sprechi, promuovano l’appropriatezza d’uso delle risorse disponibili, la sostenibilità e l’equità dei sistemi sanitari, migliorino la qualità della vita dei cittadini nei diversi momenti della loro vita.

Sobria, rispettosa, giusta 

Sono le parole chiave che sintetizzano questa idea di cura basata sulla sostenibilità, sull’equità, sull’attenzione alla persona e all’ambiente.

Slow Medicine è una rete:

Per la loro storia, per l’esperienza professionale e per l’attività che svolgono, i fondatori di Slow Medicine si collocano in punti diversi del sistema della cura: dalla qualità all’organizzazione sanitaria, dalla formazione alla prevenzione, alla medicina sociale, alla comunicazione visiva. Questo fa di loro una rete attiva e dinamica, in cui ognuno contribuisce con il proprio pensiero e la propria esperienza all’obiettivo di riproporre un sistema sanitario di qualità sostenibile.

La rete è in costante espansione, perchè Slow Medicine ha l’obiettivo di coinvolgere professionisti sanitari, associazioni di professionisti, cittadini, associazioni di pazienti e di familiari in un laboratorio in progress di progettazione di buone pratiche di aiuto e di cura. In questo senso definiamo Slow Medicine una rete di idee in movimento, che si avvale della prospettiva sistemica, del counselling, della medicina narrativa, dei principi del design, dell’educazione degli adulti e degli strumenti per la qualità per attivare momenti di confronto, partecipazione e progettazione collaborativi fra operatori e cittadini interessati alla propria salute, e per realizzare in concreto una modalità di cura più sobria, più rispettosa, più giusta.

Questo è l’ennesimo modo che la società civile, responsabile, consapevole e che abbandona il dio denaro ed il profitto come unico faro riesce a manifestare per costruire un mondo migliore!

Buon lavoro allora!

Che la chiocciola sia con voi ;)

A presto

LELE

Sei il solo a sapere fare qualcosa? NON DIRLO A NESSUNO!

Titolo criptico per questo post quindi spieghiamo bene.

Sono Geologo e in questo periodo della mia vita professionale collaboro con un collega (laureato) con eccellenti competenze sfruttato con un contratto co.co.co. da 12.000€/anno.

Veniamo entrambi da un gruppo di ricerca frizzante e stimolante, multidisciplinare e capace di “produrre” gente preparata per essere inserita direttamente sul mercato del lavoro.

Non voglio parlare di lui ma di un’esperienza vissuta dalla sua ragazza anch’essa geologa con competenze estremamente sofisticate, forse più delle nostre. Conoscendo anche con chi si è laureata (il mondo dei geologi è molto piccolo) dev’essere una donna piena di capacità, costanza e perseveranza professionale.

Lei non trova lavoro, e fin qui nulla di nuovo vista la disoccupazione giovanile al 41%, e passando ad un “career day” offerto dall’Università degli Studi di Milano contatta una delle poche realtà che promette stage di 6 mesi a qualche manciata di centinaia di Euro al mese. Se sei bravo poi ti teniamo.

Propongono un lavoro banale e quasi sciocco.  Si parla di quartature di campioni di terreno come se fosse attività di ricerca, si pone il campionamento ambientale al pari della stesura di un articolo scientifici e così via. Lei si entusiasma (forse anche perchè non conosce i temi) e va al colloquio piena di voglia di dimostrare che lei, nella sua vita da studentessa, non si è accontentata del primo studio farlocco di tesi da compilare in 4 mesi ma se l’è cercata, ha fatto sperimentazione, ha applicato il metodo galileiano ed ha raggiunto risultati scientifici anche importanti. Lei ha imparato tanto!!!

APRITI CIELO!!!

Intanto è ancora a casa e niente stage di 6 mesi…

Ma quello che mi fa veramente andare fuori da ogni visibilio sono i commenti degli addetti alla selezione.

Boriosi, presuntuosi, ignoranti e frustrati. Null’altro da aggiungere ;)

Ecco cosa dice:

Una candidata mi fa notare che lei è una delle 5 in Italia a saper usare un particolare microscopio. Le ho risposto che se da un anno che è laureata è ancora disoccupata, è proprio perchè crede importanti quel tipo di competenze. Ego o mercato bella mia??

Primo: un bel calcio nel culo per l’italiano se lo merita! Secondo. Ma chi sei? Chi sei tu? Einstein? Sei il Nobel per il mercato del lavoro? L’hanno fatto apposta per te questo Nobel?

Oltre a questo commento reso pubblico su un paio di social, quello che fa veramente inkazzare sono le risposte boriose e qualunquiste della sua stuola di amichetti.

Frasi fatte, luoghi comuni di chi non ha professionalità. Di chi pensa che prima del prodotto (in questo caso le capacità professionali che vengono mercificate come “risorsa umana”) sia più importante il modo con il quale questo venga venduto.

Ve li riporto e non li commento, fanno tutto da se.

Probabilmente qualcuno di questi è un rinomato professionista nel suo campo! Bene, dovrei portare rispetto? MA VA LA!! Doppiamente coglione! Se sei un boss a promuovere la filosofia del “neolaureato” umile da strizzare e fare diventare un vero uomo lavoratore meriti solo gli schiaffi!

Sfogo finito!

Prima di riportare tali elucubrazioni nemmeno degne di primati lobotomizzati faccio un in bocca a tutti i neolaureati bravi e competenti che stanno cercando lavoro.

Leggete e traetene voi le conclusioni

“Potevi assumerla e licenziarla il giorno dopo ahaha”

“Mercato sbagliato”

“Oltre al fantamicroscopio aveva anche fatto un periodo all’acceleratore di Grenoble. Io dico o vai a fare il ricercatore oppure devi ripensare a come ti presenti e devi cercare magari di scendere dal piedistallo e cercare qualcosa di meno cool e più spendibile. Se no finisci a fare ripetizioni…”

“cosa accelerava di preciso in quel di grenoble?”

“ops”

“Umiltà.. Serietà… Sono indispensabili per fare centro…”

….

“Io voglio gente eccellente [ma in cosa, in leccaculaggine aggiungo io? Eccellenza vuol dire servitù]. Gente che si fa il mazzo e che vuole arrivare al top (MA DI COSA??). Per arrivare al Top serve un mix di consapevolezza e di umiltà perchè da noi imparerai molte più cose in sei mesi che non in 3 anni di università [ettallà il solito concetto che in uni non si fa un kazzo e che solo “loro” lavorano! Solo se sei una partita IVA o se sei nel privato, o se hai un s.r.l. o se riesci pure a farti quotare con una s.p.a sei lavoratore???]”

Ecco…

Andreabbe avanti ed ho tagliato dei pezzettini.

Meditate gente… meditate…

A presto

LELE

Dove sei finito?

Fine novembre: DRIIINNNN

A.F.: Ciao Lele, tutto bene?

E.C. Si si. Ciao Andrea (Andrea Ferrari n.d.r) come stai?

E via una chiacchierata senza capire bene per i primi minuti di cosa si stesse parlando.

Poi arriviamo al sodo:

l’assessore alla cultura del comune di Lodi chiede ad un gruppo di persone giovani, qualificate ed intraprendenti, slegate dalle dinamiche di partito (tra cui Giova ed io) di sostenerlo per la candidatura alle primarie di Centro Sinistra di Lodi.

WOW! (La prima espressione…)

Vado, partecipo, le cose sembrano iniziare col piede giusto. Il dilemma che mi attanaglia fin dall’inizio, abituato ai processi educativi lenti, lunghi, logorroici è che siamo in ritardo, troppo troppo in ritardo per pensare di costruire un gruppo di intenti comuni, con una visione comune e con le capacità di analisi per definire i problemi di Lodi e proporne la loro soluzione.

Non è questo che di deve fare in campagna elettorale?

Quasi subito mi accorgo che non è così. Non si discute di soluzioni di problemi, non si discute di proposte attive, non si discute di tutto quello che secondo me si potrebbe fare a Lodi. Io che mi reputo un politico incapace mi ritrovo spesso ad essere di spunto con i miei soliti sogni folli di città vista come un unico tessuto sociale ecologico che segue il vento della sostenibilità (sociale, ambientale, economica).

Tutti quelli che non avevano mai elaborato questi temi rimangono affascinati e, tranne alcuni professionisti incontrati (e di questo almeno sono grato a questa esperienza), tutti gli altri non riescono ad elaborare idee concrete e pratiche per la gestione di un processo che avesse potuto portarle a realizzarsi.

Però ci credo e vado avanti anche se quando si dice:”stiamo facendo come ha fatto Pisapia a Milano” tiro sempre il freno a mano.

Certo ci si deve conoscere, capirsi, approfondire, però poi non capisco come mai i discorsi non siano mai decollati e non si sia mai entrati nel nocciolo delle questioni, nelle decisioni da prendere in città e da promuovere in campagna elettorale.

Tutte le volte vengo rimbalzato da un “non è ora il momento”.

Mi viene un groppo alla gola quando Andrea dice a tutti che avrebbe mandato un foglio elettronico sul quale schedare i nostri votanti. Anche un numero:”Almeno 30 a testa!”. Mi fa accapponare la pelle, conferma la mia idea che la gente non va a votare consapevole di quello che il candidato porta in dote (anche perchè in campagna si dice tutto e il contrario di tutto) ma per quanti dei suoi amici il candidato stesso riesce a scatenare come promoter contro l’ignare popolazione elettorale.

Non è il momento oggi, non è il momento domani e vai a finire che le primarie sono finite, lo sforzo tanto, le cose fatte molte ma l’interrogativo che mi lascia smarrito e che mi vuole fare scrivere questo articolo è:

QUALI OBIETTIVI ABBIAMO RAGGIUNTO IN TRE CINQUE MESI DI INCONTRI?

Bene, io ora sarò cinico e spero che Andrea Ferrari non se la prenda personalmente, ma penso che l’unico che ha raggiunto il suo personalissimo obiettivo sia stato proprio lui.

Lui è li, all’assessorato che non sa gestire, di cui non ha competenze, ma che ci confessava sognare già dal primo giorno di campagna elettorale. Speriamo che prima o poi riesca ad essere incisivo anche se, come materia e come tante altre, la gestione ambientale richiede un background di conoscenze consolidate.

Noi che fine abbiamo fatto? E noi?

Diaspora, totale, con il sogno che un giorno Andrea ci chiami e ci dica:”sa, dunque, ditemi un po’, dove eravamo rimasti?

Vi avevo promesso di costruire qualche cosa simile ad un laboratorio permanente per la città in sedi istituzionali?

Che possa andare a dialogare spesso ed incisivamente con gli assessori competenti?

Che riesca ad allargare la cerchia di chi partecipa ed osserva l’attività politica comunale?

Che possa andare a dar speranza ai giovani andando a metterli al centro di alcuni processi?

Che possa fare qualche cosa di bello per Lodi?

Bene, io sono qui, e anche tanti altri sono qui, pronti a fare la loro parte. Tutti abbiamo fatto la nostra parte per sostenerti chi in un modo e chi nell’altro, ora, Andrea Ferrai, che facciamo??

A presto

LELE

 

BASTA!!

Leggo sul cittadino, ma in realtà si sapeva che appena l’argine fosse stato finito si sarebbero svincolate nuove aree oltreadda e che quel bel quadrilatero verde non sarebbe rimasto tale per molto ancora, che un’altra fetta del nostro territorio andrà a farsi benedire… (leggi qui l’articolo)

Follia, follia follia…

Con tutti l’invenduto, basta snocciolare i dati, con tutta le zone industriali in ambito di consolidato residenziale da andare a trasformare, noi andiamo a consumare ancora territorio.

BastaBastaBasta!

Poi sono tutti li a fare i buoni e le conferenze sul consumo di suolo.

Si fanno gli affari loro!!!

La voce del cittadino non è minimamente ascoltata o contemplata.

L’unico interesse è fare cassa!!

Non ditemi che ci sono 120 famiglie a Lodi che aspettano di aver casa!!!

Al buon ipocrita Uggetti, che si fa tanto “uomo ecologia” prendendoci tutti per il culo andando in bicicletta, sta cominciando a bruciare il peperone e per far cassa al posto di mettere mano REALMENTE alla spesa corrente va a rimpinguarla con ‘sti stramaledetti oneri di urbanizzazione.

E non risparmio parole di disprezzo verso tutti i suoi alleati consiglieri che a testa china hanno votato in massa.

Alcuni di questi sono amici e soprattutto di loro sono rimasto deluso.

I fatti stanno parlando chiaro, questa amministrazione non è nel segno dell’innovazione e nel cambio di marcia verso un comune “sostenibile”.

Tutti quaqquaraqua…

Bla bla bla bla… parole parole parole…

Mamma mia se sono inkazzato!!!

SCHIAVI SCHIAVI SCHIAVI!!!!

Fai da te

Ieri mi sono aggiustato lo schermo di un tablet e cambiato le gomme dello scooter da solo.

Lo schermo del tablet lo volevo fare riparare dalla Samsung e mi hanno chiesto 250€.

Le gomme le volevo fare cambiare dalla concessionaria dello scooter e mi hanno chiesto 190€.

Da internauta che sono ho cercato lo schermo per il tablet, comprato su e-bay e studiato un tutorial su youtube spendendo 20€.

Le gomme le ho cercato su un rivenditore online e le ho trovate a 80€ la coppia con tasse incluse (gomme belle M+S, meglio di quelle che mi avrebbe messo il concessionario).

Ora mi chiedo, se facciamo i calcoli, c’è un disavanzo di 340€.

La domanda che mi assilla è:”a chi sarebbero andati questi soldi????”.

Chi ci avrebbe guadagnato sulle mie gomme e sullo schermo del mio tablet.

Poi mi son detto: beh certo Lele, hai tolto lavoro a maestranze specializzate! Specializzate???? Ma se con 2 chiavi inglesi (per le gomme) e un tutorial su youtube (per il tablet) sono riuscito a fare da solo! Specializzate de che?

Allora mi è venuto il dubbio di aver sottratto lo stipendio a qualcuno facendo il lavoro da solo ma anche questo dubbio s’è dissipato velocemente. Ho fatto lavorare degli impiegati che gestiscono gli ordini online, il corriere, quello che m’ha costruito le chiavi inglesi, chi gestisce la tassa di smaltimento delle gomme e tante altre cose ancora…

E allora? Chi si sarebbe preso i miei 340€????

Guardate che sono assillato da questa cosa… qualche buon economista mi sa aiutare???

O forse la nostra società è la nostra economia ha perso il “vero valore” delle cose e è sostenuta solamente dalla vendita di servizi?

E se si cambiasse? Se cominciassimo a vendere “cose” e non solo servizi (sono consapevole che anche i servizi servono altrimenti come farei a connettermi a ‘sto blog altrimenti?)?

E se tutto cominciasse ad avere un prezzo per quello che vale e non per come te lo vendono?

Vi siete mai chiesti se il valore dei vostri beni sia quello reale o se fosse un costo che noi consumatori dobbiamo pagare alle varie tasche dei vari intermediatori…

E se fosse che ogni volta, per arricchire glia altri, noi ci dobbiamo pagare il 600% del valore reale del bene? Non vi sembra troppo?

Evviva il fai da te!

A presto

LELE

Politica e sistemi di rappresentanza degli enti locali

Ciao!

Ieri mattina mi sono svegliato troppo presto (5:00 am) e non prendevo sonno!

Ho provato a riaddormentarmi mangiando del tiramisù in frigo avanzato da una cena saltata da amici.

Tiramisù non funzionato (che strani metodi per prendere sonno) e quindi passiamo al piano B: un bel giochino scemo da fare sul tablet della Giova per vedere di annoiarmi abbastanza ed addormentarmi.

Devo dire che è riuscito…

Però nei primi 5 minuti di questo strano modo di contare le pecorelle la testa ha frullato su alcuni metodi per la rappresentanza della classe politica negli enti locali a scala comunale.

Come fare per eleggere in moto rappresentativo la nostra giunta??? Questa la domanda insomma…

Oggi ci sono delle giunte composte da gente votata da una minoranza risicata di elettori.

Le dinamiche partitiche sono tutte basate su poteri forti di capacità decisionali interne che tagliano fuori completamente la capacità di delega ad personam dell’elettore.

Allora mi chiedo:”Perchè non provare a creare un sistema elettorale (almeno a livello comunale) che possa eleggere, così come il sindaco, direttamente anche la giunta comunale?”

Pensate i piccoli comuni, ma anche il nostro “provincialotto e grassottelo” Lodi, come sarebbe bello votare tutta la squadra futura della giunta.

Dal mio punto di vista sarebbe un valore aggiunto pazzesco al voto di un candidato sindaco!

Chissà magari alle prossime elezioni ci si candida con una squadra di giunta palesata che segue il metodo meritocratico e di competenza piuttosto che quello dei poteri ed equilibri interni dei partiti.

Chi ci sta?

Formiamo una squadra? ;)

Si scherza, o forse no…

Alla prossima

Linux nel 2013

fedora14Ciao!

Non sono un sistemista quindi la faccio breve!

Voglio passare a Linux perchè winzozz mi sta sul culo a priori senza farne una filosofia, COSA DEVO FARE?

Ecco, di seguito una mia proposta (ti metto anche tutti i Link!! Non devi stare li a cercare, FALLO E BASTA!)

Di seguito ti metto quello che serve all’utente base/medio.

Tra parentesi ti metto anche i software commerciali che fanno la stessa cosa e che, per l’utente in questione, sono sempre sovradimensionati!!!!

Sistema Operativo (Windows): FEDORA

Gestore Ufficio Virtuale (Office): OPENOFFICE

Programma Manipolatore di Immagini (Photoshop): The GIMP

Programma di Grafica Vettoriale (Adobe Illustrator): InkSCAPE

Programma Disegno Tecnico (AutoCAD): DraftSight

Programma di Sistemi Informativi Territoriali (ArcGIS): Quantum GIS

Menager Photo (Picasa, iPhoto…): ShotWell

Video Editor (Adobe Premiere, iMovie, Movie Maker: Kdenlive

File Sharing (torrent, emule): aMule

Music Manager (iTunes, Windows Media Player): Amarok

Editor e Composer Musicale: Rosegarden

Tutti i software e i SO sono corredati da Forum, blog e quant’altro vi potrà essere utile per sviluppare conoscenza e competenza.

Ora, se non passate a Linux e continuate a dire “kazzo windows fa schifo si impalla sempre” siete dei fessi.

Di tutti quei programmi che vedete ce ne sono diverse decine di cugini e fratelli.

Io vi ho elencato questi perchè da anni (alcuni molti ed alcuni pochi) io uso tale configurazione base.

Non vado nei dettagli delle potenzialità server di Linux perchè chi lavora in quel mondo le conosce bene ma sappiate, per chi non lo sa, che Linux, così com’è, è un server!!! Curiosi? Smanettate!!!!

Se siete curiosi ed avete già installato fedora (dalla 16 in poi) vi posso mandare uno script che vi installa automaticamente i repository necessari e tutte le applicazioni che vi ho scritto sopra

Buon cambiamento!

« Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. » (Mahatma Gandhi[1])