La distribuzione delle ricchezze

Per noi, in casa, che di questi giorni senza televisione non siamo assaliti dalla morbosità del dettaglio, del colore dell’auto con cui sono scappati gli attentatori, del numero dei morti, dell’ora in cui è avvenuto il primo sparo o dalle informazioni sulla sorella del calciatore morta, la faccenda risulta abbastanza chiara.

Per noi, piccoli e semplici cittadini, in cui in tutta questa dinamica siamo inseriti ed esistiamo solo come “pedine” di un sistema, sembra chiara la faccenda.

Parliamoci cinicamente, il terrorismo non fa paura perchè puoi rimanerci secco. Tutti sappiamo che è molto più probabile, nell’ordine, che moriremo di problemi al cuore, di cancro, in un incidente stradale etc. Il terrorismo ci fa paura perchè il mondo che noi usiamo come pattumiera economica, ambientale e sociale viene a battere alla porta chiedendo di pagare il conto.

Allora ecco che noi, direttamente, facciamo parte di questo meccanismo di terrore come consumatori!

Il nostro consumo di soldi, di terreno, di natura, di energia lo devono pagare gli altri.

Allora la faccenda è chiara. Non vogliamo più il terrorismo e non lo vogliamo più da subito.

Sappiamo cosa fare, inutile girarci intorno!

Domani mattina, se non vuoi più il terrorismo come noi, vedi di lasciare in pace quei popoli che, prima o poi verrranno a batter cassa!

1) Non permettere che a loro vengano vendute armi! Fallo subito! Le armi sono veicolate tramite il denaro delle banche. Scegli una banca che non fa queste cose! Se vuoi un parere, noi ne abbiamo scelta una, possiamo sentirci in privato ma sul WEB troverai innumerevoli info! Chiedi che lo faccia la tua azienda, il tuo comune, la tua associazione, il tuo oratorio…Non scendere a compromessi, scegli chi in ASSOLUTO non permette questo tipo di transazioni! SI DEVE ESSERE RADICALI! E magari ci smenerai qualche decina di eruo all’anno per pagarti il conto corrente però è chiaro che il “gioco vale la candela”!!

2)Evita fino allo spasmo di sprecare energia. Tutte le guerre in medioriente (o meglio la zona a Nord dell’arabia Saudita: Siria, Palestina, Israele, Giordania, Iran, Iraq e Kwait…) sono finalizzate al controllo dei territori sia perchè presenti innumerevoli giacimenti di gas e di olio sia  per il passaggio delle dorsali intercontinentali di oleodotti e gasdotti. Studia un pochino. Troverai tante fonti utili a capire. Quindi cerca fino allo spasmo di evitare di usare petrolio. Da caricare il cellulare con un pannellino solare fino ad avere una casa passiva o ad avere una mobilità oil-free. Ricordati che ne giova anche l’ambiente! Niente terrorismo e territorio più pulito. Cosa vuoi di più?? Nella nostra vita qualcosa abbiamo fatto. Se ti va ne possiamo parlare in privato! Chiedi che lo facciano tutti attorno a te! Il tuo comune, il tuo parroco, il tuo sindaco, il tuo datore di lavoro ed i tuoi colleghi. Promuovi questa mentalità. Lega il rispetto dell’ambiente al rispetto delle persone che vivono in stati martoriati dalle guerre dove si muore per permettere a noi di accendere il riscaldamento!!

3) Evita di esprimere giudizi. Entra nella consapevolezza che quei popoli devono uscire da dinamiche quali “esportazione di democrazia”. Abbi fiducia nell’uomo e lascia che, dopo aver tolto il nostro giogo a quei popoli, questi possano autodeterminarsi commettendo a casa loro i loro errori e trovando la soluzione nei loro stati. La situazione geopolitica di questi territorio è talmente “incasinata” che quasi non si capisce più da dove sia iniziato il conflitto.  Insomma lasciamoli in pace e preoccupiamoci dei nostri problemi. Facendo così sarai più aperto ad accogliere chi arriva fin da noi.  Scappano da tutto, scappano dalla morte!

4)Chiedi con forza che tutti vicino a te facciano la stessa cosa. Sii d’esempio, inizia tu, ma poi parla con i colleghi, con gli amici, con i tuoi studenti. Fai si che tutti inizino a vivere dandosi come priorità ASSOLUTA quella di diventare consumatori rispettosi dei popoli ad oggi oppressi e pronti ad esplodere in una guerra mondiale! Discuti con tutti, fai capire che noi possiamo chiedere si a i nostri governanti di fare qualcosa per il terrorismo ma che noi siamo parte di esso.

5) Lascia fuori le religioni da questi discorsi. Preso ogni testo sacro possiamo trovare al suo interno migliaia di messaggi di guerra, morte e violenza. Vivi la tua fede nei suoi valori non nei suoi riti. Non sono i dogmi ed i credo religiosi che ci salveranno dall’ingiustizia ma i valori di fratellanza e rispetto che nel profondo ogni uomo ha nel cuore.

6)Non seguire quelli che continuano a fare “azioni simboliche” per la pace o contro il terrorismo. Oggi abbiamo la capacità di agire, da domani mattina, come singoli cittadini per fermare questo abominio! Guardali in faccia e chiedi loro di iniziare da domani mattina una nuova vita in cui il rispetto e la libertà anche per chi sta lontano da noi (culturalmente e geograficamente) deve veicolare le nostre scelte!

Il nostro consumismo, il nostro stile di vita, il nostro esistere stesso è parte di un meccanismo economico in cui si preclude a troppi l’accesso alla ricchezza. Parliamoci chiaro noi tutti siamo una pedina di quella parte del mondo che della ricchezza gode in maniera spropositata.

INIZIAMO NOI AD INTERROMPERE QUESTA CATENA DI INGIUSTIZIA!

CONSUMIAMO RESPONSABILMENTE E VIVIAMO RESPOSABILMENTE, SENZA COMPROMESSI TOGLIENDO GIORNO PER GIORNO SEMBRE DI PIÙ QUELLE NOSTRE AZIONI CHE ALIMENTANO LE CATENE D’ODIO E DI INGIUSTIZIA CHE PRODUCONO QUESTE TENSIONI INTERNAZIONALI.

La globalizzazione ha permesso prima di trarre vantaggio nei mercati economici senza badare però al conto che avremmo dovuto pagare.

Ora per noi è arrivato il momento di scegliere se pagare il conto di tutti quei vantaggi che abbiamo tratto dalla globalizzazione ed il liberismo sfrenato oppure mollare l’osso, farci un bell’esame di coscienza, e permettere ai popoli oppressi di scegliere da soli la loro strada.

Buona vita anti terrorismo quindi!

A te la scelta. O continuare a vivere passivamente oppure cercare di uscire insieme a tanti da questa spirale che non fa che alimentare ingiustizia ed oppressione.

A presto!

Ambiente

Quando verrà istituita una commissione sull’Ambiente a Lodi?

Si parla di università sul nostro territorio. Perchè, oltre a coinvolgere veterinaria, non si progetta uno studio scientifico co-finanziando la ricerca  mirata alla descrizione dei processi di inquinamento delle matrici ambientali locali (Aria, Acqua, Terra)?

Eistono sul nostro territorio molteplici centri di rischio rilevante. Perchè non si progetta un monitoraggio continuo ed online (pubblico) delle emissioni nocive di queste strutture?

Esistono molti digestori di biogas sul nostro territorio. Perchè non vengono censiti (quelli comunali e dei comuni adiacenti) e messi online con mappe interattive tramite le quali possiamo sapere le emissioni di questi impianti e la loro produzione di energia?

La nostra città è perticolarmente compatta e piccola, perchè non si incentiva maggiormente la mobilità in bicicletta o a piedi? Sul modello di altre città, Lodi è ben predisposta alla struttura di una circolare (lungo le mura) e una ZTL allargata al centro della città che andrebbe a riqualificare tutta la zona rendendola un vero e proprio paradiso.

Perchè non incentivare a livello comunale con degli sgravi fiscali o incentivi a perdere l’acquisto di mezzi elettrici leggeri?

Perchè non costruire una rete di distribuzione pubblica di energia elettrica incentivando gli esercizi commerciali con degli sgravi fiscali qualora apponessero delle “prese pubbliche” al di fuori dei loro locali?

(MI FERMO QUI, alla prossima puntata, questo è solo l’inizio sull’ambniente!)

PENSI DI AVERE DELLE DOMANDE SECCHE DA FARE  ALL’AMMINISTRAZIONE?

MANDAMI UN CONTRIBUTO E LO POSTIAMO SUL NOSTRO BLOG!

 

Teleriscaldamento

Gli impianti di generazione e cogenerazione che alimentano il teleriscaldamento che tipo di energia utilizzano?

Gli impianti di biogas che biomassa utilizzano?

Della biomassa utilizzata dagli impianti di Biogas quanta arriva dal Lodigiano e quanta dall'”esterno”?

La biomassa che arriva dall’esterno di che tipo è?

Quanti ettari di terreno agrario vengono utilizzati per la produzione della biomassa utilizzata dai digestiori lodigiano?

Avete fatto uno studio di impatto sulla matrice ambientale degli impianti per la produzione di biogas? Se si, quali sono i risultati?

Avete valutato la possibilità di evitare di produrre tutti questa potenza che poi andrà a disperdersi per il fatto che le nostre case sono dei “colabrodo di calore”?

Avete fatto uno studio per verificare la possibilità di investire queste  decine di milioni di Euro in tecnologie che al posto di produrre energia la sapessero conservare negli edifici (coimbientazione, infissi, VMC …)?

Avete calcolato l’impatto sulla matrice ambientale dei Watt non prodotti per riscaldare e raffrescare le abitazioni?

Avete stimato l’aumentato benessere dovuto ad abitazioni più isolate termicamente ed acusticamente?

Avete calcolato l’indotto socio-lavorativo sul territorio locale di piccole imprese, artigiani e progettisti specializzati tutti verosimilmente inseriti nelle fasi di coimbientazione e risanamento termico-acustico di un’abitazione?