La distribuzione delle ricchezze

Per noi, in casa, che di questi giorni senza televisione non siamo assaliti dalla morbosità del dettaglio, del colore dell’auto con cui sono scappati gli attentatori, del numero dei morti, dell’ora in cui è avvenuto il primo sparo o dalle informazioni sulla sorella del calciatore morta, la faccenda risulta abbastanza chiara.

Per noi, piccoli e semplici cittadini, in cui in tutta questa dinamica siamo inseriti ed esistiamo solo come “pedine” di un sistema, sembra chiara la faccenda.

Parliamoci cinicamente, il terrorismo non fa paura perchè puoi rimanerci secco. Tutti sappiamo che è molto più probabile, nell’ordine, che moriremo di problemi al cuore, di cancro, in un incidente stradale etc. Il terrorismo ci fa paura perchè il mondo che noi usiamo come pattumiera economica, ambientale e sociale viene a battere alla porta chiedendo di pagare il conto.

Allora ecco che noi, direttamente, facciamo parte di questo meccanismo di terrore come consumatori!

Il nostro consumo di soldi, di terreno, di natura, di energia lo devono pagare gli altri.

Allora la faccenda è chiara. Non vogliamo più il terrorismo e non lo vogliamo più da subito.

Sappiamo cosa fare, inutile girarci intorno!

Domani mattina, se non vuoi più il terrorismo come noi, vedi di lasciare in pace quei popoli che, prima o poi verrranno a batter cassa!

1) Non permettere che a loro vengano vendute armi! Fallo subito! Le armi sono veicolate tramite il denaro delle banche. Scegli una banca che non fa queste cose! Se vuoi un parere, noi ne abbiamo scelta una, possiamo sentirci in privato ma sul WEB troverai innumerevoli info! Chiedi che lo faccia la tua azienda, il tuo comune, la tua associazione, il tuo oratorio…Non scendere a compromessi, scegli chi in ASSOLUTO non permette questo tipo di transazioni! SI DEVE ESSERE RADICALI! E magari ci smenerai qualche decina di eruo all’anno per pagarti il conto corrente però è chiaro che il “gioco vale la candela”!!

2)Evita fino allo spasmo di sprecare energia. Tutte le guerre in medioriente (o meglio la zona a Nord dell’arabia Saudita: Siria, Palestina, Israele, Giordania, Iran, Iraq e Kwait…) sono finalizzate al controllo dei territori sia perchè presenti innumerevoli giacimenti di gas e di olio sia  per il passaggio delle dorsali intercontinentali di oleodotti e gasdotti. Studia un pochino. Troverai tante fonti utili a capire. Quindi cerca fino allo spasmo di evitare di usare petrolio. Da caricare il cellulare con un pannellino solare fino ad avere una casa passiva o ad avere una mobilità oil-free. Ricordati che ne giova anche l’ambiente! Niente terrorismo e territorio più pulito. Cosa vuoi di più?? Nella nostra vita qualcosa abbiamo fatto. Se ti va ne possiamo parlare in privato! Chiedi che lo facciano tutti attorno a te! Il tuo comune, il tuo parroco, il tuo sindaco, il tuo datore di lavoro ed i tuoi colleghi. Promuovi questa mentalità. Lega il rispetto dell’ambiente al rispetto delle persone che vivono in stati martoriati dalle guerre dove si muore per permettere a noi di accendere il riscaldamento!!

3) Evita di esprimere giudizi. Entra nella consapevolezza che quei popoli devono uscire da dinamiche quali “esportazione di democrazia”. Abbi fiducia nell’uomo e lascia che, dopo aver tolto il nostro giogo a quei popoli, questi possano autodeterminarsi commettendo a casa loro i loro errori e trovando la soluzione nei loro stati. La situazione geopolitica di questi territorio è talmente “incasinata” che quasi non si capisce più da dove sia iniziato il conflitto.  Insomma lasciamoli in pace e preoccupiamoci dei nostri problemi. Facendo così sarai più aperto ad accogliere chi arriva fin da noi.  Scappano da tutto, scappano dalla morte!

4)Chiedi con forza che tutti vicino a te facciano la stessa cosa. Sii d’esempio, inizia tu, ma poi parla con i colleghi, con gli amici, con i tuoi studenti. Fai si che tutti inizino a vivere dandosi come priorità ASSOLUTA quella di diventare consumatori rispettosi dei popoli ad oggi oppressi e pronti ad esplodere in una guerra mondiale! Discuti con tutti, fai capire che noi possiamo chiedere si a i nostri governanti di fare qualcosa per il terrorismo ma che noi siamo parte di esso.

5) Lascia fuori le religioni da questi discorsi. Preso ogni testo sacro possiamo trovare al suo interno migliaia di messaggi di guerra, morte e violenza. Vivi la tua fede nei suoi valori non nei suoi riti. Non sono i dogmi ed i credo religiosi che ci salveranno dall’ingiustizia ma i valori di fratellanza e rispetto che nel profondo ogni uomo ha nel cuore.

6)Non seguire quelli che continuano a fare “azioni simboliche” per la pace o contro il terrorismo. Oggi abbiamo la capacità di agire, da domani mattina, come singoli cittadini per fermare questo abominio! Guardali in faccia e chiedi loro di iniziare da domani mattina una nuova vita in cui il rispetto e la libertà anche per chi sta lontano da noi (culturalmente e geograficamente) deve veicolare le nostre scelte!

Il nostro consumismo, il nostro stile di vita, il nostro esistere stesso è parte di un meccanismo economico in cui si preclude a troppi l’accesso alla ricchezza. Parliamoci chiaro noi tutti siamo una pedina di quella parte del mondo che della ricchezza gode in maniera spropositata.

INIZIAMO NOI AD INTERROMPERE QUESTA CATENA DI INGIUSTIZIA!

CONSUMIAMO RESPONSABILMENTE E VIVIAMO RESPOSABILMENTE, SENZA COMPROMESSI TOGLIENDO GIORNO PER GIORNO SEMBRE DI PIÙ QUELLE NOSTRE AZIONI CHE ALIMENTANO LE CATENE D’ODIO E DI INGIUSTIZIA CHE PRODUCONO QUESTE TENSIONI INTERNAZIONALI.

La globalizzazione ha permesso prima di trarre vantaggio nei mercati economici senza badare però al conto che avremmo dovuto pagare.

Ora per noi è arrivato il momento di scegliere se pagare il conto di tutti quei vantaggi che abbiamo tratto dalla globalizzazione ed il liberismo sfrenato oppure mollare l’osso, farci un bell’esame di coscienza, e permettere ai popoli oppressi di scegliere da soli la loro strada.

Buona vita anti terrorismo quindi!

A te la scelta. O continuare a vivere passivamente oppure cercare di uscire insieme a tanti da questa spirale che non fa che alimentare ingiustizia ed oppressione.

A presto!

Cassetta

La casa nuova è piena di Macerie (non ci posso lavorare).

La Giova è al CFM (via fino a martedì).

Ed io vago in ferie (forzate) lottando contro l’ozio.

Allora idea:”METTO ORDINE NEI MIEI MARCHINGEGNI DEL FTV PORTATILE!”

E così ho deciso di cacciare in una cassetta di alluminio (si fa per dire) da 9,90€ le seguenti chincaglierie:

Batteria 18Ah 12V

Regolatore di carica 5A (con crepuscolare)

Collegamento a clip dei miei due pannellini portatili (5Wp e 20Wp). Ho deciso di fare due uscite (in serie ovviamente) per poter configurare il tutto in modo “leggero” portando via il 5 o completo arrivando a 25Wp (che per un campo vanno benone).

Inverterino da 150W (300W di picco)

3 Connettori tipo auto (5A massimo)

1 USB (1000 mA massimo).

3 Uscite del carico a 12V dal Regolatore di Carica (una ancora libera, vorrei metterci una torcia a LED che ho in casa e che ha le sue batterie ricaricabili interne andate!).

Quello che ne esce è questo:

2013-12-28 20.52.40

A me sembra carino e soprattutto funzionale.

Piccolo ma portabile!

A presto

LELE

 

Slow medicine

Io:SMS

Vieni a fare un giro a prendere la prima neve in Appennino sabato?

A:SMS

Guarda sono a Torino ad un congresso di Slow Medicine! Alla prossima!

Leggo il messaggino sul telefonino (come direbbe un’anziano signore) e rimango stupito subito di questa affascinante e curiosa scoperta.

 

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SLOW MEDICINE

Slow Medicine è innanzitutto un’idea:

Nasce dall’incontro di persone che, con esperienze e culture diverse, hanno operato ed operano all’interno del mondo delle cure per la salute e che negli ultimi trent’anni hanno prodotto pensiero e ricerca sul sistema sanitario dal punto di vista organizzativo, strutturale, metodologico, economico, comunicativo.

L’idea che i fondatori di Slow Medicine condividono è che cure appropriate e di buona qualità e un’adeguata comunicazione fra le persone riducano i costi dell’organizzazione sanitaria, riducano gli sprechi, promuovano l’appropriatezza d’uso delle risorse disponibili, la sostenibilità e l’equità dei sistemi sanitari, migliorino la qualità della vita dei cittadini nei diversi momenti della loro vita.

Sobria, rispettosa, giusta 

Sono le parole chiave che sintetizzano questa idea di cura basata sulla sostenibilità, sull’equità, sull’attenzione alla persona e all’ambiente.

Slow Medicine è una rete:

Per la loro storia, per l’esperienza professionale e per l’attività che svolgono, i fondatori di Slow Medicine si collocano in punti diversi del sistema della cura: dalla qualità all’organizzazione sanitaria, dalla formazione alla prevenzione, alla medicina sociale, alla comunicazione visiva. Questo fa di loro una rete attiva e dinamica, in cui ognuno contribuisce con il proprio pensiero e la propria esperienza all’obiettivo di riproporre un sistema sanitario di qualità sostenibile.

La rete è in costante espansione, perchè Slow Medicine ha l’obiettivo di coinvolgere professionisti sanitari, associazioni di professionisti, cittadini, associazioni di pazienti e di familiari in un laboratorio in progress di progettazione di buone pratiche di aiuto e di cura. In questo senso definiamo Slow Medicine una rete di idee in movimento, che si avvale della prospettiva sistemica, del counselling, della medicina narrativa, dei principi del design, dell’educazione degli adulti e degli strumenti per la qualità per attivare momenti di confronto, partecipazione e progettazione collaborativi fra operatori e cittadini interessati alla propria salute, e per realizzare in concreto una modalità di cura più sobria, più rispettosa, più giusta.

Questo è l’ennesimo modo che la società civile, responsabile, consapevole e che abbandona il dio denaro ed il profitto come unico faro riesce a manifestare per costruire un mondo migliore!

Buon lavoro allora!

Che la chiocciola sia con voi ;)

A presto

LELE

Appuntamento Assessori

Oggi pomeriggio alle 18:00 nell’ufficio dell’Assessore A.Ferrari insieme ai suoi colleghi S.Piacentini e T.Premoli mi incontrerò per parlare di mobilità elettrica con tutti i suoi aspetti collegati (salute, qualità della vita, trasporti, green-economy).

Andrò a proporre essenzialmente 2 cose:

1) Sistema lowcost per il posizionamento di centri di ricarica GRATIS per il cittadino. Obiettivo: permettere a chi entra in Lodi di usufruire di mezzi di trasporto elettrici leggeri scegliendo modelli con autonomia dimezzata rispetto alla reale necessità del viaggio. Mi spiego: se ogni giorno faccio 40km per andare a Lodi a lavorare o a scuola dovrei comprare un mezzo che li compia tutti con una sola carica. Se trovo ovunque sparse per la città connettori che mi ricarichino il mezzo allora posso spendere la metà comprandone uno che mi garantisca l’autonomia per la singola tratta.

Proporrò di attuare un piano che preveda l’apposizione su ogni edificio pubblico di almeno 2 connettori di tipo industriale a 220V muniti di temporizzatore (minimo 2 ore ma questo tempo sarà da decidere in base alle disponibilità economiche comunali) ed eventuale relè GSM per lo spegnimento da parte dell’amministrazione a distanza con SMS. Tessera riconoscitiva ed adesivo da apporre sulle biciclette, ciclomotori e motocicli elettrici che sono scritti alla rete di ricarica gratuita (gli iscritti pagheranno una quota annuale al limite del simbolico: io proporrò 40€).

2) Nuovo concetto di trasporto pubblico urbano elettrico e a chiamata. Obiettivo: mobilità leggera elettrica (furgoni 9 posti) a chiamata + circolare destra e sinistra continua. Lodi è piccola ed ha per sua natura una forma che permette il trasporto a chiamata. Le “mura” della nostra città disegna un perfetto tragitto per disegnare una circolare dx e sn. Tale strumento permette anche la regolamentazione della velocità del traffico. Andando ad una velocità costante di 50km/h o 30km/h si ottiene una laminarizzazione dell’onda di traffico (avete presente, per chi corre, quelli che ti danno il ritmo nella maratona?). Nella mappa sotto vedete come ho suddiviso in aree di chiamata la città di Lodi per una prima ipotesi (bozza, solo una bozza da cui partire!)

Obiettivo urbanistico/viabilistico: creare una grandissima zona a Lodi (dentro le mura) con traffico completamente elettrico, zero emissioni, zero rumori e tante tante tante aree pedonali e ciclabili.

Obiettivo ambientale: riduzione significativa (e non ditemi che siamo in un catino naturale e che il vento porta le polveri da Milano perchè se fai il blocco del traffico le polveri scendono!) del particolato e degli inquinanti derivanti dal funzionamento delle auto endotermiche

Obiettivo sociale: creare una zona dove la gente possa rimettersi ad occupare le strade, usare, creare movimento, agitazione sociale, fermento, condivisione e si possa riprendere la propria città!

PS: se qualcuno volesse venire che venga pure!

A presto

LELE

Le case del futuro

Ci si interroga spesso sulla sostenibilità dell’edilizia.

Sembra che il connubio tra il costruire e la sostenibilità ambientale sia impossibile in realtà questo non sarebbe così se si usasse del materiale eco compatibile.

Avevamo postato questo tempo fa: LE CASE DEL FUTURO.

Finalmente abbiamo trovato una casa abbastanza messa bene e che avesse un costo di partenza molto basso.

E’ alla muzza ed abbiamo cominciato i primi giri di tecnici per sopralluoghi e preventivi.

Ad oggi abbiamo valutato l’idea di far diventare questa piccola casetta trovata per caso una struttura passiva.

Cappotto in canapa e calce.

Impianto FTV ad isola locale.

Acqua calda a pompa di calore.

Altri e innumerevoli accorgimenti per riuscire a staccarci da tutte le dinamiche di ingiustizia legate all’energia.

Documenteremo tutto e vi terremo aggiornati su i nostri bari obiettivi intermedi e finali.

Vi promettiamo una bella foto con termocamera in cui tutti il nostro bel calduccio resterà chiuso nelle nostre stanzine.

Poi partiamo con gli inviti…

E se sarà realmente un bel modello chissà, forse potremo andare ad invitare anche altri che ad oggi non sono nemmeno conoscenti che saranno interessati a fare la stessa cosa con la loro casa.

A presto

LELE

Contatti con gli assessori

Qualche giorno fa avevo pubblicato questo post .

Le reazioni ci sono state e sono state di 3 tipi.

Andrea_Ferrari

Il primo a rispondere è stato Andrea Ferrari. Mi aspettavo questa risposta perchè, anche con tutte le nostre divergenze, conosco la volontà effettiva di Andrea di cercare sempre la massima collaborazione. Quindi nulla di nuovo e lode al suo lavoro che potrà fare sempre meglio.

 

Simone_Piacentini

A ruota, dopo poche ore e nello stesso giorno per esattezza, mi risponde Simone Piacentini. Lui mostra subito una forte propensione al dialogo con buona diplomazia andando lentamente a darmi del TU dopo un approccio molto formale che ci si aspetta sempre e comunque dalle istituzioni. Poi incalza la dose e propone di incontrarci informalmente ma tutti e tre gli assessori insieme seguendo un ordine del giorno che potrebbe occupare, se ben sviluppato, i prossimi 10 anni degli assessorati in questione.

Ecco il suo programma di incontro, ben fatto, per “studiare” la mia idea (loro non sanno che poi gliene sfornerò altre 5000… ihihih):

a) analisi e verifica della fattibilita’ del punto di ricarica. Hardware e costi di installazione

b) analisi del bacino di utenza. Potremmo capire il numero di utenti tramite una promozione sui social network.

c) analisi e verifica dei punti delle possibili installazioni. Dove? Luogo e numero di prese

d) analisi dell’investimento

e) tempi di attualizzazione

f) modalita’ di promozione del servizio

g) analisi della proposta relativa all’agenzia di vendita agevolata. Metodologia, legislazione e costi.

Tommaso_Premoli

Oggi, dopo 6 giorni e dopo un buon numero di mail scambiate tra me e i suoi colleghi (tutti sempre in copia), Tommaso Premoli blocca tutto riferendomi in modo diplomatico che l’assessore è lui e che mi chiameranno più avanti. Io, permaloso e malizioso come sono, traduco con un bel “Fatti i kazzi tuoi”

 Ecco il testo di Tommaso Premoli:

Buongiorno Emmanuele,

la propost

a è interessante ed in linea con le nostre intenzioni. Io, come assessore alla mobilità, sto affrontando il tema per cercare di elaborare una strategia di prospettiva nell’ottica di introdurre buone pratiche, quindi di ridurre le emissioni e migliorare infine la qualità della vita. Concordo sull’opportunità di un incontro per confrontarci ed approfondire. La scaletta suggerita dall’Assessore Piacentini va bene ma credo sia prematuro entrare eccessivamente nel dettaglio Ci faremo sentire noi per un primo incontro.

Grazie per la disponibilità e la collaborazione.

Rimango a disposizione

Tommaso Premoli

Rispondo subito un po stizzito perchè mentre da una parte mi si propone di incontrarsi quanto mai presto e seguire un odg fitto fitto dall’altra mi si respinge con un “Ci faremo sentire noi per un primo incontro”.

Passano 180 secondi e Tommaso Premoli ribatte subito dicendo che avevo frainteso.

Ecco l’ultimo testo:

Caro Emmanuele,

credo ci sia stato un fraintendimento. Non ho assolutamente invertito rotta. Siamo ben contenti che liberi cittadini, soprattutto se competenti, mettano a disposizione le loro idee. Per questo siamo completamente aperti ad un confronto come ho scritto. Siamo fermamente convinti della validità del principio di partecipazione democratica e di coinvolgimento della cittadinanza nell’amministrazione della città. Non ho rimandato a data da destinarsi, ho semplicemente detto che ti avremmo contattato noi una volta individuata una possibile data e tenendo conto dei diversi impegni. Tutto qui. Spero di aver chiarito.

Rimango a disposizione

A presto

Tommaso

Mi delude perché se proprio dovevo pensare in base al partito mi sarei aspetta un’accelerata su questi temi proprio da Tommaso Premoli. SEL c’ha dentro la parola ECOLOGIA. Invece no, probabilmente Tommaso Premoli starà investendo il suo tempo di assessore su altri fronti di cambiamento e miglioramento del paesone di Lodi.

Boh, stiamo a vedere.

PS: Sta di fatto che se qualcuno volesse mettersi insieme e provare a razionalizzare con diverse competenze questa mia idea di ricarica pubblica gratuita e gruppo di acquisto comunale di mezzi elettrici può scrivermi tranquillamente.

Al prossimo aggiornamento.

LELE

Vediamo come reagiscono ;)

Stamattina ho mandato a tre assessori (Ferrari, Piacentini, Premoli) la seguente mail:

Ciao a tutti e tre.
Vi scrivo per un progetto che ho in mente da tempo per incentivare la mobilità elettrica leggera (scooter e quadricicli) in Lodi.

Premetto che sono utilizzatore di scooter elettrico da 3 anni (da quando sono diventati realmente utilizzabili diciamo) e mi muovo tutti i giorni con quello facendo circa 150km/giorno.

Il problema dei mezzi elettrici oggi è essenzialmente legato all’autonomia e, se uno avesse realmetne bisogno (come il sottoscritto) di fare 100/150 km al giorno il mezzo che riuscirebbe a svolgere tale compito sarebbe molto oneroso inizialmente paragonato al termico.

Bene, a Lodi ci sarebbe un modo gratuito per gli utenti e di bassissimo impatto economico per l’amministrazione per dimezzare la richiesta di autonomia di chiunque venga a Lodi con un mezzo elettrico leggero.

Sintetizzo di seguito.

Esporre per ogni edificio pubblico (anche privato ma il discorso diventa lungo) una o più prese di corrente con 2/3 connettori standard tali per cui ogni singolo cittadino possa ricaricarsi gratuitamente. Per evitare che una persona possa abusare di tale spina inserire un temporizzatore che permette di ricaricarsi per non più di 2 kw (costo al comune di 0,4€).

Associando tale incentivo all’utilizzo del mezzo (praticamente l’utente si muoverebbe gratis) all’ampliamento della ZTL escludendo i mezzi elettrici leggeri da tale limite potremmo ottenere ovvi risultati in qualità del traffico, rumore e qualità dell’aria.

Associata a questi incentivi si potrebbe produrre un’agenzia di vendita agevolata di mezzi elettrici che sia interna al comune. In Italia esistono diversi gruppi d’acquisto di mezzi elettrici che saltando i numerosissimi intermediari riescono a dimezzare il costo al compratore finale.

Disponibile per i necessari approfondimenti e per mettere in campo competenze (anche tecniche) per sviluppare questa idea.
Saluti

Voglio capire due cose ora:

1- se questa idea è fattibile

2-come reagiscono singolarmente ad uno stimolo di un cittadino

A presto

LELE

BASTA!!

Leggo sul cittadino, ma in realtà si sapeva che appena l’argine fosse stato finito si sarebbero svincolate nuove aree oltreadda e che quel bel quadrilatero verde non sarebbe rimasto tale per molto ancora, che un’altra fetta del nostro territorio andrà a farsi benedire… (leggi qui l’articolo)

Follia, follia follia…

Con tutti l’invenduto, basta snocciolare i dati, con tutta le zone industriali in ambito di consolidato residenziale da andare a trasformare, noi andiamo a consumare ancora territorio.

BastaBastaBasta!

Poi sono tutti li a fare i buoni e le conferenze sul consumo di suolo.

Si fanno gli affari loro!!!

La voce del cittadino non è minimamente ascoltata o contemplata.

L’unico interesse è fare cassa!!

Non ditemi che ci sono 120 famiglie a Lodi che aspettano di aver casa!!!

Al buon ipocrita Uggetti, che si fa tanto “uomo ecologia” prendendoci tutti per il culo andando in bicicletta, sta cominciando a bruciare il peperone e per far cassa al posto di mettere mano REALMENTE alla spesa corrente va a rimpinguarla con ‘sti stramaledetti oneri di urbanizzazione.

E non risparmio parole di disprezzo verso tutti i suoi alleati consiglieri che a testa china hanno votato in massa.

Alcuni di questi sono amici e soprattutto di loro sono rimasto deluso.

I fatti stanno parlando chiaro, questa amministrazione non è nel segno dell’innovazione e nel cambio di marcia verso un comune “sostenibile”.

Tutti quaqquaraqua…

Bla bla bla bla… parole parole parole…

Mamma mia se sono inkazzato!!!

SCHIAVI SCHIAVI SCHIAVI!!!!

Fai da te

Ieri mi sono aggiustato lo schermo di un tablet e cambiato le gomme dello scooter da solo.

Lo schermo del tablet lo volevo fare riparare dalla Samsung e mi hanno chiesto 250€.

Le gomme le volevo fare cambiare dalla concessionaria dello scooter e mi hanno chiesto 190€.

Da internauta che sono ho cercato lo schermo per il tablet, comprato su e-bay e studiato un tutorial su youtube spendendo 20€.

Le gomme le ho cercato su un rivenditore online e le ho trovate a 80€ la coppia con tasse incluse (gomme belle M+S, meglio di quelle che mi avrebbe messo il concessionario).

Ora mi chiedo, se facciamo i calcoli, c’è un disavanzo di 340€.

La domanda che mi assilla è:”a chi sarebbero andati questi soldi????”.

Chi ci avrebbe guadagnato sulle mie gomme e sullo schermo del mio tablet.

Poi mi son detto: beh certo Lele, hai tolto lavoro a maestranze specializzate! Specializzate???? Ma se con 2 chiavi inglesi (per le gomme) e un tutorial su youtube (per il tablet) sono riuscito a fare da solo! Specializzate de che?

Allora mi è venuto il dubbio di aver sottratto lo stipendio a qualcuno facendo il lavoro da solo ma anche questo dubbio s’è dissipato velocemente. Ho fatto lavorare degli impiegati che gestiscono gli ordini online, il corriere, quello che m’ha costruito le chiavi inglesi, chi gestisce la tassa di smaltimento delle gomme e tante altre cose ancora…

E allora? Chi si sarebbe preso i miei 340€????

Guardate che sono assillato da questa cosa… qualche buon economista mi sa aiutare???

O forse la nostra società è la nostra economia ha perso il “vero valore” delle cose e è sostenuta solamente dalla vendita di servizi?

E se si cambiasse? Se cominciassimo a vendere “cose” e non solo servizi (sono consapevole che anche i servizi servono altrimenti come farei a connettermi a ‘sto blog altrimenti?)?

E se tutto cominciasse ad avere un prezzo per quello che vale e non per come te lo vendono?

Vi siete mai chiesti se il valore dei vostri beni sia quello reale o se fosse un costo che noi consumatori dobbiamo pagare alle varie tasche dei vari intermediatori…

E se fosse che ogni volta, per arricchire glia altri, noi ci dobbiamo pagare il 600% del valore reale del bene? Non vi sembra troppo?

Evviva il fai da te!

A presto

LELE

A Chi Esita

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto ? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

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