Sempre a pensare che “non si possa fare”…

Rompo un lungo silenzio di questo blog con alcune riflessioni sull’acqua di falda, il mio lavoro e l’inquinamento.

Al di fuori della mia cerchia stretta di conoscenti (a partire da mia madre e mio padre fino ad arrivare a qualche amico più intimo) ho sempre fatto fatica a far capire alla gente che lavoro io svolga.

Ho sempre fatto fatica a fare capire che lavoro facessi finché finalmente alcune delle problematiche che affronto quotidianamente sono arrivate alla ribalta mediatica.

Ma, vedi … dicevo alla gente… faccio delle “cose” che con i computer riesco a capire come è fatto “sottoterra” e come si muove l’acqua nella “falda”… ma non ho mai detto nulla di più… imbarazzato dalle domande che seguivano dopo aver detto le frasi di rito.

Scambiato per Indiana Jones della pianura, oppure per un cervellone che si intendeva di programmazione ho sempre continuato a rimanere imbarazzato di fronte alla mia incapacità di spiegare cose potessi fare con quello che per molti anni ho studiato (e tutt’ora studio).

Poi ad un certo punto sui giornali escono alcune notizie riferite alla contaminazione del sottosuolo da parte di discariche o luoghi estremamente inquinati (riporto una frase da un recente articolo da ilFatto.it che tratta di una discarica inquinante a Brescia):“Confermo tutto: la falda è una sola”.

QUESTO LO DICE IL GEOLOGO!!!

Ecco che le domande che mi fanno gli amici, i conoscente e gente che sa che sono un geologo diventano drammaticamente intuitive:

“ma quindi tu, Lele (o dottor Cavalli, per chi non mi chiede e non mi conosce) sapresti ricostruire come è fatto il sottosuolo e dire se gli inquinanti dalla superficie della pianura possono andare nelle falde e finire nei rubinetti?”

SI! Rispondo io questo lo posso fare…

Si, e come me (e meglio di me) ci sono un sacco di colleghi che con i loro moderni e modernissimi studi professionali ed accademici sono in grado di farlo con così tanta precisione che quando ci mettono mano vengono fuori molti più problemi di quelli che erano stati sottosposti.

Inquinanti di tutti i generi e tipi, emergenti o non emergenti, pericolosi, pericolosissimi o inerti, in tracce o dosi massicce, tossici o meno popolano le nostre falde con quotidiana abitudine.

Ora non è più una questione di essere più o meno ambientalisti, non è questione di emergenza (tanto l’acqua la si potabilizzerà sempre rendendola buona e sicura anche se verrà dalle pozzanghere) qui è una questione di salvaguardia di una risorsa a noi essenziale.

In Lombardia ed in generale nella nostra pianura abbiamo una risorsa che in tutto il mondo si fanno guerre per averla: siamo pieni d’acqua ovunque!! Il nostro sottosuolo è intriso da decine di milioni di km cubi di acqua.

A noi sta il compito di evitare di rendere questa essenziale risorsa da un bene universale ad un business economico.

Si, perché l’alternativa alla sua salvaguardia è proprio il business della bonifica e della potabilizzazione che è già attivo e riguarda ormai tutti noi (compresi i nostri portafogli).

Occhio quindi, a tutti quelli che dicono “acqua pubblica del rubinetto è acqua buona” perché dietro si stanno muovendo i mercati dalla logica del profitto e del capitale…

Si spendono centinaia di milioni di euro ormai per potabilizzare l’acqua che a nostra volta inquiniamo quotidianamente ed abbiamo inquinato per anni.

Io mi permetto di dire che sarebbe il caso di spendere milioni di euro per iniziare  a tutelare questa risorsa!!!!!

A presto

LELE

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Slow medicine

Io:SMS

Vieni a fare un giro a prendere la prima neve in Appennino sabato?

A:SMS

Guarda sono a Torino ad un congresso di Slow Medicine! Alla prossima!

Leggo il messaggino sul telefonino (come direbbe un’anziano signore) e rimango stupito subito di questa affascinante e curiosa scoperta.

 

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SLOW MEDICINE

Slow Medicine è innanzitutto un’idea:

Nasce dall’incontro di persone che, con esperienze e culture diverse, hanno operato ed operano all’interno del mondo delle cure per la salute e che negli ultimi trent’anni hanno prodotto pensiero e ricerca sul sistema sanitario dal punto di vista organizzativo, strutturale, metodologico, economico, comunicativo.

L’idea che i fondatori di Slow Medicine condividono è che cure appropriate e di buona qualità e un’adeguata comunicazione fra le persone riducano i costi dell’organizzazione sanitaria, riducano gli sprechi, promuovano l’appropriatezza d’uso delle risorse disponibili, la sostenibilità e l’equità dei sistemi sanitari, migliorino la qualità della vita dei cittadini nei diversi momenti della loro vita.

Sobria, rispettosa, giusta 

Sono le parole chiave che sintetizzano questa idea di cura basata sulla sostenibilità, sull’equità, sull’attenzione alla persona e all’ambiente.

Slow Medicine è una rete:

Per la loro storia, per l’esperienza professionale e per l’attività che svolgono, i fondatori di Slow Medicine si collocano in punti diversi del sistema della cura: dalla qualità all’organizzazione sanitaria, dalla formazione alla prevenzione, alla medicina sociale, alla comunicazione visiva. Questo fa di loro una rete attiva e dinamica, in cui ognuno contribuisce con il proprio pensiero e la propria esperienza all’obiettivo di riproporre un sistema sanitario di qualità sostenibile.

La rete è in costante espansione, perchè Slow Medicine ha l’obiettivo di coinvolgere professionisti sanitari, associazioni di professionisti, cittadini, associazioni di pazienti e di familiari in un laboratorio in progress di progettazione di buone pratiche di aiuto e di cura. In questo senso definiamo Slow Medicine una rete di idee in movimento, che si avvale della prospettiva sistemica, del counselling, della medicina narrativa, dei principi del design, dell’educazione degli adulti e degli strumenti per la qualità per attivare momenti di confronto, partecipazione e progettazione collaborativi fra operatori e cittadini interessati alla propria salute, e per realizzare in concreto una modalità di cura più sobria, più rispettosa, più giusta.

Questo è l’ennesimo modo che la società civile, responsabile, consapevole e che abbandona il dio denaro ed il profitto come unico faro riesce a manifestare per costruire un mondo migliore!

Buon lavoro allora!

Che la chiocciola sia con voi ;)

A presto

LELE