Una bottiglia di Coca Cola

coca-cola-03Ho bevuto tutto d’un fiato il primo sorso cercando di rinfrescarmi dall’arsura di una giornata intensa in cui non ho avuto tempo di bere.
Dal sedile dietro una voce schietta, densa e squillante:”Ma non si fa, non si beve la Coca Cola!!!”.
Avrei potuto metterla in caciarra, fare finta di essere il solito buzzurro che “chi se ne frega se fa male a me e agli stri”. Invece no, quella voce, una giovane scout che con noi ha calcato le strade albanesi di Puka per una settimana, aveva qualcosa.
Aveva la forza e la decisione di chi vuole davvero provare a cambiare le cose.
Allora mi allargo un po’, provoco con qualche domanda retorica e poi attacco con alcune frasi più dense su come noi (la nostra famiglia) vogliamo cercare piano piano di demolire le azioni che nella nostra vita fanno male a noi e agli altri.

Ma non mi soffermo su questo discorso. Mi ha impressionato come il tono di voce della giovane donna sia cambiato. Quasi in tensione con il mondo intero, come un’empatia globale ascoltava con un pizzico di sofferenza quello che dicevo.

Quel tono di voce di chi ci crede, ecco, è su questo che vorrei soffermarmi.

Finita la chiacchierata con la giovane scout mi è stato detto grazie.

Ecco queste righe in terra italiana, mentre attendo di ritornare a Puka, sono per te, giovane donna scout, per dirti grazie, per dirti che se il futuro avrà speranza è per la gente che come te (e come voi, eravate in tanti!!) ha voglia di mettere in discussione TUTTO ciò ci circonda!

Mettete in discussione ogni singolo respiro, studiate, informatevi, professionalizzatevi, imparate, agite e poi dimenticate tutto nel giorno della festa, dei balli e della musica, dei banchetti e delle chiacchiere!

Amiamo il nostro mondo facendo in modo che tutti, a proprio modo possano amare la propria terra, il proprio paese.

Che nessuno si debba sentire in prigioni dorate, senza futuro o senza speranza perchè c’è chi si arraffa tutto e lascia le briciole a popoli interi.

Buona strada a voi che, lo sappiamo noi 3, ormai avete lasciato un pezzo di cuore qui in Albania.

E adesso mi riposo, domani si torna a Puka. In terra albanese. Non so se comprerò ancora una Coca Cola. Almeno non subito, non cercherò quel piccolo piacere ghiacciato con la stessa superficialità di prima perchè so che ti farebbe male. E’ una promessa!!

A presto!

Lele

A Chi Esita

Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto ? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

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