Guerre nel mondo

A tutti quelli che l’anno scritto su FB, a quelli che l’hanno detto a tutti i loro amici, per quelli che hanno pregato con il Papa, quelli che si indignano ogni volta, quelli che mettono gli adesivi “PACE” ovunque, quelli che hanno firmato le petizioni contro gli acquisti degli F35, quelli che dicono che non si deve più fare la guerra… bene… a tutti questi faccio una domanda:

“Chi credete che dia i soldi ai venditori/compratori di armi? Arlecchino?”

Ovviamente sono le banche!

E probabilmente c’è anche la tua che leggi o fa parte di qualche cordata/gruppo.

Trova anche tu la tua banca: http://www.banchearmate.it/2013/Banche2013_Operazioni2012.pdf

Quindi, la prossima volta, prima di andare ad una manifestazione o metterti a pregare per la pace nel mondo vai qui: https://apriconto.inbank.it/05018/CRETE/Apertura01, apri un conto su Banca Etica e, se c’hai via 4 soldi, diventi pure socio comprandone azioni.

Oggi nel mondo si può scegliere di rimanere in circuiti etici.

Se non lo facciamo diamoci una parte di colpa, seppur infinitesima, di quello che succede nel mondo.

A presto.

Ferdinando Scianna “etica e fotogiornalismo”

Blog di Giova e Lele. | Pensieri ed azioni

 Dopo aver letto questo libro mi sono rimasti dei dubbi. E’ interessante, lo consiglio per iniziare una riflessione sulla fotografia che però non si può esaurire nelle sole parole di quest’autore.

Scianna, importante fotografo italiano, ci pone alcune domande, si da alcune risposte.

Cos’è l’etica? Fondamentalmente “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” dice nel libro.

Come si applica alla fotografia? Quando un fotografo racconta qualcosa di reale, senza cercare di dimostrare ma mostrando, allora funziona, ci dice.

Ma quanti dubbi sorgono ancora? Quando è sottile il confine? Esiste un confine?

Scianna stesso narra alcuni episodi la cui semplice presenza di fotografi fomenta linciaggi, o colora maggiormente le emozioni delle persone, ci racconta immagini drammatiche affiancate da pubblicità e dell’uso che il potere fa della falsa realtà fotografica. L’influenza della macchina fotografica su persone e cose la notiamo tutti, nei bambini che hanno la faccia da foto, nelle persone che scappano di fronte all’obbiettivo e nelle varie e “classiche” immagini da social network.

Leggendo questo testo si parla di etica, ma io mi chiedo: per quale motivo bisogna fotografare bambini che muoiono di fame? Per intenerire un pubblico comodo nella sua calda casa? Per fargli sapere che esistono persone che stanno peggio?

Pone questioni a cui si da delle risposte, ma delle risposte sue. Letto in questo modo è molto interessante, le domande profonde di un professionista sul suo lavoro. Interessante è anche l’accenno alla cancellazione dalle fotografie, per condannarle all’oblio.

Ma le vere domande sulla fotografia e sul ruolo che le abbiamo dato, non le fa, forse non le fa neanche intuire. Credo che sia un libro per foto-giornalisti e non per fotografi.