Dove sei finito?

Fine novembre: DRIIINNNN

A.F.: Ciao Lele, tutto bene?

E.C. Si si. Ciao Andrea (Andrea Ferrari n.d.r) come stai?

E via una chiacchierata senza capire bene per i primi minuti di cosa si stesse parlando.

Poi arriviamo al sodo:

l’assessore alla cultura del comune di Lodi chiede ad un gruppo di persone giovani, qualificate ed intraprendenti, slegate dalle dinamiche di partito (tra cui Giova ed io) di sostenerlo per la candidatura alle primarie di Centro Sinistra di Lodi.

WOW! (La prima espressione…)

Vado, partecipo, le cose sembrano iniziare col piede giusto. Il dilemma che mi attanaglia fin dall’inizio, abituato ai processi educativi lenti, lunghi, logorroici è che siamo in ritardo, troppo troppo in ritardo per pensare di costruire un gruppo di intenti comuni, con una visione comune e con le capacità di analisi per definire i problemi di Lodi e proporne la loro soluzione.

Non è questo che di deve fare in campagna elettorale?

Quasi subito mi accorgo che non è così. Non si discute di soluzioni di problemi, non si discute di proposte attive, non si discute di tutto quello che secondo me si potrebbe fare a Lodi. Io che mi reputo un politico incapace mi ritrovo spesso ad essere di spunto con i miei soliti sogni folli di città vista come un unico tessuto sociale ecologico che segue il vento della sostenibilità (sociale, ambientale, economica).

Tutti quelli che non avevano mai elaborato questi temi rimangono affascinati e, tranne alcuni professionisti incontrati (e di questo almeno sono grato a questa esperienza), tutti gli altri non riescono ad elaborare idee concrete e pratiche per la gestione di un processo che avesse potuto portarle a realizzarsi.

Però ci credo e vado avanti anche se quando si dice:”stiamo facendo come ha fatto Pisapia a Milano” tiro sempre il freno a mano.

Certo ci si deve conoscere, capirsi, approfondire, però poi non capisco come mai i discorsi non siano mai decollati e non si sia mai entrati nel nocciolo delle questioni, nelle decisioni da prendere in città e da promuovere in campagna elettorale.

Tutte le volte vengo rimbalzato da un “non è ora il momento”.

Mi viene un groppo alla gola quando Andrea dice a tutti che avrebbe mandato un foglio elettronico sul quale schedare i nostri votanti. Anche un numero:”Almeno 30 a testa!”. Mi fa accapponare la pelle, conferma la mia idea che la gente non va a votare consapevole di quello che il candidato porta in dote (anche perchè in campagna si dice tutto e il contrario di tutto) ma per quanti dei suoi amici il candidato stesso riesce a scatenare come promoter contro l’ignare popolazione elettorale.

Non è il momento oggi, non è il momento domani e vai a finire che le primarie sono finite, lo sforzo tanto, le cose fatte molte ma l’interrogativo che mi lascia smarrito e che mi vuole fare scrivere questo articolo è:

QUALI OBIETTIVI ABBIAMO RAGGIUNTO IN TRE CINQUE MESI DI INCONTRI?

Bene, io ora sarò cinico e spero che Andrea Ferrari non se la prenda personalmente, ma penso che l’unico che ha raggiunto il suo personalissimo obiettivo sia stato proprio lui.

Lui è li, all’assessorato che non sa gestire, di cui non ha competenze, ma che ci confessava sognare già dal primo giorno di campagna elettorale. Speriamo che prima o poi riesca ad essere incisivo anche se, come materia e come tante altre, la gestione ambientale richiede un background di conoscenze consolidate.

Noi che fine abbiamo fatto? E noi?

Diaspora, totale, con il sogno che un giorno Andrea ci chiami e ci dica:”sa, dunque, ditemi un po’, dove eravamo rimasti?

Vi avevo promesso di costruire qualche cosa simile ad un laboratorio permanente per la città in sedi istituzionali?

Che possa andare a dialogare spesso ed incisivamente con gli assessori competenti?

Che riesca ad allargare la cerchia di chi partecipa ed osserva l’attività politica comunale?

Che possa andare a dar speranza ai giovani andando a metterli al centro di alcuni processi?

Che possa fare qualche cosa di bello per Lodi?

Bene, io sono qui, e anche tanti altri sono qui, pronti a fare la loro parte. Tutti abbiamo fatto la nostra parte per sostenerti chi in un modo e chi nell’altro, ora, Andrea Ferrai, che facciamo??

A presto

LELE