Politicians

L’altra sera, stanco, e sottraendo quattro chiacchiere ai miei genitori e tempo alla Giova, ho deciso di andare a sentire uno tra i candidati sindaci per il comune di Lodi.

Cerco la sede e trovo un 10 di dozzine di soliti lodigiani seduti ad ascoltare abili (talvolta) oratori più o meno infervorati dal contenuto del loro discorso.

Più che una assemblea cittadina mi sembrava un incontro di partito in cui ognuno doveva fare la sua pisciatina nel proprio territorio.

Su alcuni interventi faccio fatica ad essere “cattivo” in quanti si tratta comunque di gente che si fa il culo gratuitamente (anche se a volte si scoprono alcuni interessi di potere) per aiutare chi è distrutto dalla crisi economica di oggi.

Volevo alzarmi e fare anche io il mio intervento.

Non ho avuto il coraggio o forse ho l’umile consapevolezza di essere troppo solo a pensare queste cose… troppo solo in quegli ambienti… sarei stato forse deriso, probabilmente ignorato ma la cosa peggiore sarebbe stata quella di sentirmi dire che io avevo ragione…

Allora provo qui a fare il mio intervento per la mia città.

Devo fare un altro breve preambolo: la serata è scorsa tutta all’insegna delle parole crisi, lavoro, sociale….

Ecco cosa avrei detto:

“Buonasera. Emmanuele Cavalli (ci si presentava con nome e cognome). Una domanda: “chi di voi è contro lo sfruttamente del lavoro in Cina?”. Probabilmente con fermezza ognuno nella platea avrebbe alzato la mano. “Bene” avrei continuato “chi di voi domani mattina va a buttare tutte i suoi beni che sono stati costruite in Cina e giura che non ne comprerà mai più?” … borbottio tra la gente… ma come si fa… ma cosa vuol dire… ma cosa centra… Ed io ricomincio:” vedete, qui si parla di crisi, si parla di lavoro che non c’è e di green economy senza badare che tutto quello che ci sta succedendo, nel bene e nel male, avviene perchè nel mondo altre persone fanno le loro scelte senza badare alle conseguenze. I tassi crescono per colpa dello spred e con la Germania, la crisi economica è scoppiata perchè negli USA hanno speculato sulle case, il nostro export è bloccato perchè sui mercati asiatici tutto costa meno etc.

Non possiamo fare finta che non esistano queste cose. Giusto?

Guardo tutti, sorrido, cerco di fare capire anche con il linguaggio del corpo che non sono li a martellarci i maroni con una mazza di legno ma sono a proporre sogni.

Si, parlo proprio di sogni e tiro in causa le decine di migliaia di persone che per fortuna non sono colpite dalla crisi, che hanno un posto di lavoro, una buona rete di relazioni amicali, una bella e numerosa famiglia alle spalle, vivono con i loro figli e gli piacciono le cose belle. Parlo di questa gente che sembra in apnea e vive aspettando un risveglio, un moto d’etica che possa squotere la propria anima per iniziare a fare della loro vita un seme di giustizia. Ringrazio chi si occupa tutti i giorni degli ultimi e di chi non ha pià nulla però chiedo con forza che i nuovi  (nuovi? qualcuno ne ha visti) amministratori volgano lo sguardo a tutti quelli che, per ora, non hanno nessun problema contingenete.

Provo a spiegarmi meglio perhè per ora, nella platea, vedo solo gente che legge sul suo smartphone o che mi guarda con le ciglia arruffate del tipo:”che kazzo dice sto tipo qui?”.

Se desideriamo guardare al futuro purtroppo l’assistenzialismo (quantomai necessario in questi anni) non reggerà per molto tempo, siamo tutti consapevoli di questo. Dobbiamo creare luoghi di aggregazione delle coscienze civili in cui si possa sviluppare una comuità reale fatta di consdivisione delle scelte e, soprattutto, di “cose fatte insieme” per la cittadinanza.

Allora butto giù l’idea di autocostruire insieme ai cittadini delle case di quartiere ad impatto ambientale zero in cui dal bamino all’anziano si possa partecipare alla loro edificazione.

La gente comincia ad alzare la testa e ad ascoltare. Prima incuriosita dalla giocosità della mia proposta, ognuno si vedeva a lavorare per la casa. Chi con il rastrello per sistemare l’orto, chi con i mattoni ecologici in canapa e calce…

Insomma… non c’è niente da fare… il trucco sarebbe semplice: DOBBIAMO RIDARE UN RUOLO ATTIVO ALLA CITTADINANZA!

Questo ruolo può essere materiale o intellettuale.

Possiamo costruire insieme case di quartiere o partecipare alla definizione del bilancio.

Teniamo con forza alta la tensione e facciamo tutto il possibile per gli ultimi, per chi non ha la casa e per chì non ha lavoro.

Però…

Però, vi supplico, amici, troviamoci al suono di una bella musica, una sera, da qualche parte, sotto le stelle o sotto un solaio, in una cantina o su un confortevole divano… troviamoci e risvegliamoci, prendiamoci per mano e incominciamo tutti a respirare di nuovo, ricominciamo a riprenderci un posto nella società, ricominciamo a dare un senso alla vita in modo che non sia un incubo in cui ridursi a vivere per lavorare …

Non dimentichiamoci del profumo della natura, del rispetto, della gioia, dei bambini e delle nostre gambe. Ricordiamoci del nostro corpo, rimettiamolo al centro delle nostre scelte. Scelte grandi e scelte piccole.

L’essere unamano al centro di tutte le scelte…

Possiamo fare tante cose insieme e possiamo farle senza che qualcuno decida per noi … nel bene e nel male!

A presto.

A tutti.

LELE