shizzofrenia

Dedicato a chi può capire…

L’altro giorno è stata dura.

Probabilmente come sempre abbiamo messo troppa carne al fuoco.

La mattina comincia la giornata mettendo sul fornello accanto al pentolino del nostro te’ una pentolona da 10 litri per farne una valanga alla menta da fare assaggiare al banchetto di Miredita.

Poi prendi tutto quello che serve per la giornata e prepara quello che ci serve per il pomeriggio tutto accumulato a “casina” (il nostro castello). Poi slalom per uscire tra il lettino e il lettone… i caschi del motorino con dentro i guanti inumiditi dalle prime nebbie della sera prima… col profumo di menta che pervade le fibre di ogni tessuto e scioglie quelle dell’anima dei ricordi (il profumo della menta nei laboratori di Puka è fortissimo durante la lavorazione).

Si parte con i nostri mille sogni e voglia di incontrare gente.

Prima di tutto si deve andare a prendere il biondino… sennò che senso ha la giornata?

Sorride ed è felice! Bene! Partiamo col piede giusto!

Per un istante sembra che non ci siano orari e che si possa sconfiggere il tempo tiranno. Poi, più ci si avvicina all’inevitabile orario di restituzione tutto sembra scemare in una semplice parentesi.

Parentesi sempre belle e ricche di sorrisi… ma di parentesi si tratta!

L’altalena avevo la seduta talmente larga che ci si stava su con le gambe incrociate! Addirittura si poteva appoggiare la pancia e volare come superman! Solo che lui è troppo piccolino e se vuole fare come papà primo o poi … BADABUM! Primo della dozzina di voli dall’altalena a 5 minuti dall’arrivo a Castiraga Vidardo!

Poi arrivano gli altri bambini e mentre lui gioca a scavare buche pensando che quelle giù presenti siano state fatte da un cane-orso nero col pelo lungo noi ci strafoghiamo con altre centinaia di persone al banchetto più figo che io abbia visto negli ultimi tempi!

Si gioca a pallone, siamo in Italia e non si può fare altrimenti, quindi io decido di fare il portiere per fare un po il bullo! Lui gioca con gli altri come gli altri e quando tocca a lui decido che non gliela parerò ma tanto tira una secca tremenda e va sotto l’incrocio quindi due piccioni con una fava: lui fa goal ed io ho la scusa del perchè non ho parato!

Tempo scaduto. Ora di andare.

Intanto che ci siamo ci mettiamo dentro un passaggio a portare a riparare la bicicletta che, tornata dall’assistenza, ha la forcella rotta!

Poi via, gazebo, totem, marmellate, gente, tanta gente ma noi zitti senza che nessuno ci parli prendiamo il sole sul coppino!

Una gioco incredibilmente mastodontico dal profumo antico di quando anche io ho fatto dei “GREST” in oratorio. Squadre da 50 persone con i vecchi che vogliono fare i giovani correndo con le loro tette giganti e le loro pance mastodontiche e i giovani che fanno i vecchi scocciandosi del fatto che quando si corre si suda e non gli piace. Partono a fare giochi assurdi senza senso e senza nessuno scopo (e guai a chi chiama spensieratezza e leggerezza questi momenti).

Tacchi alti, jeans stretti da scoppiare, scarpe da calcio da 150€ usate per giocare sul cemento (con oggettivi rischi di storte) per emulare il Balottelli di turno.

Poi lo stereotipo assoluto: dall’altoparlante si sente dire che i maschi possono andare a giocare a pallone, le femmine a pallavolo e i balli di gruppo sono nel salone!

Tre bambini si avvicinano al banchetto e l’unica soddisfazione viene da due di loro che si appassionano un sacco al te alla menta e gli piace pure lo zucchero di canna grezzo. Ci piazziamo due o tre spunti socio-educativi raccontandogli che il te l’abbiamo fatto con l’acqua dell’acquedotto che è buona, che la menta è biologica e che lo zucchero è equo e solidale.

Rimaniamo frastornati tra l’accoglienza di pochi (grati a loro) e l’indifferenza della massa. Ci si fa le solite domande e ci si chiede come mai comunità così forti, coese e numerose non riescano a cambiare e lottare contro le ingiustizie (rimuovendole) almeno alla scala del loro paese (cittadina intendo…poche migliaia di abitanti). Masse amorfe, omologate, impermeabili e capaci di chiacchiere… chiacchiere infinite senza senso, senza emozione… sembrano da macello!

Poi il disagio nostro, dei nostri amici… soli… ma questa è un altra storia.

Giornata che finisce con un pizzico d’insonnia capendo esattamente perchè non si riesca a prendere sonno e cercando di annoiarsi davanti ad un film già visto mille volte (kill bill volume II per la cronaca) domandarsi dove trovare la forza di cambiare e di “dare una svolta” alla propria vita.

Da soli non ha senso…

Ma con chi? Dove? Quando? Come? e soprattutto: PERCHE’?

A presto

 

One thought on “shizzofrenia

  1. Dedicato a tutti, perché tutti possono capire…
    Carissimo Lele
    Lunedi mattina il Don, in riferimento alla giornata di domenica ha scritto:
    …Ci siamo “accolti reciprocamente”, abbiamo “aperto le porte dei cuori e dei nostri ambienti”, perchè siamo sempre più CASE – DIMORE dove poter incontrare persone, per sperimentare un calore nei rapporti e quindi “ritornarci”, scegliere di vivere in comunità”.
    E poi
    “..Grazie per chi ci ha creduto in modo fattivo e nella libertà ha offerto il meglio di sè, grazie ai piccoli, ai ragazzi, a loro protagonisti e nostra speranza dell’oratorio….
    E’ evidente, da ciò che scrivi, che hai una visione opposta a quella del Don ma nelle tue parole non c’è traccia di un sentimento: il RISPETTO
    Consideri patetici Vecchi che fanno i giovani e giovani che fanno i vecchi solo perché giocando si rincorrono nel cortile di un oratorio?
    Masse amorfe, omologate, capaci solo di chiacchere infinite senza senso e senza emozioni perché per un giorno hanno scelto la spensieratezza?
    Giudichi senza conoscere. Deridi e disprezzi gli altri affidandoti, tu per primo, a stereotipi (tacchi a spillo, grosse pance, scarpe costose…) e cosi facendo ti innalzi su una cattedra di moralità dalla quale nessuno può insegnare.
    Di questa massa tu non sai nulla. Forse conosci i limiti, le contraddizioni, le debolezze che certo, sono tante. Le conosci perché sono di tutti noi, tu compreso. Di molti invece, non conosci la bontà, la serietà, l’impegno, la dedizione per gli altri.
    Un mondo migliore si costruisce certo andando in Albania a portare la bicicletta a bambini che non hanno nulla o a costruire un acquedotto, ma anche occupandosi di anziani dimenticati dai figli come fa N…, dedicarsi a famiglie di immigrati senza lavoro come fa L…, oppure impegnare le proprie domeniche per stare insieme ai nostri ragazzi come fa C….
    Domenica, confusi nell’anonimato della massa, c’erano anche N,L e C.
    Confondere la semplicità con l’ignoranza o la leggerezza con la superficialità è presuntuoso ma soprattutto un grave errore. Se tu davvero hai qualcosa “di più” devi saper cogliere e coltivare negli altri ciò che di buono portano con sé.
    Ci vediamo domenica prossima alla marcia. Con tutti i nostri limiti, saremo comunque presenti.
    Tuo zio Simone

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>