il silenzio in biblioteca è obbligo e necessità

Tempo di tesi.

Salgo a Milano e vado a Brera, niente lezioni, devo scrivere a tutti i costi. Come al solito sono fuori tempo massimo.

A Brera ci sono 2 biblioteche, quella dell’accademia e la Braidense.

Decido di andare a quella dell’accademia, almeno se devo consultare dei libri non devo prenotarli da casa 24 ore prima e aspettare 30 minuti che li consegnino (con l’eventualità che quando ho prenotato il libro il programma si era appena aggiornato e quindi devo aspettare che si ri-aggiorni, ovvero un altro giorno). Entro, ogni volta mi dimentico quali sono i passaggi, ma almeno la signora è gentile. “Materiale mio” dico, mi risponde “libretto”. Ok andrò in Braidense. Il libretto è uno, non mi va di perderlo quindi non lo porto sempre, in oltre figurati se mi ricordo di metterlo in borsa la mattina!

Allora salgo lo scalone monumentale che mi porta verso il sapere. Verso gli armadi che riempiono le pareti di volumi ingialliti in cui sembra sia contenuta tutta la storia dell’umanità. Cambia odore, c’è odore di carta ingiallita, di quella carta che rende autorevole un libro. Beh ma non corriamo troppo a metà scala mi devo fermare a mettere nell’armadietto tutto! Perchè ovunque potrei nascondere un libro per rubarlo! Quindi impiego quei 10 minuti (rubati alla mia tesi) per scegliere e racimolare tutto ciò che mi occorre, sperando di non  dimenticare nulla altrimenti che trafila!

Arrivo all’ingresso una signora mi dice che per questa volta mi lascia portare la custodia del computer, quella al tavolo accanto mi dice “assolutamente no!”. Mi accorgo di non avere il documento per compilare il foglio d’ingresso, quindi: scendi, apri l’armadietto, prendi il documento, chiudi l’armadietto, sali.

Poi è un po’ come in posta tutti danno per scontato che tu sappia tutto quello che devi fare e se chiedi ti guardano come se venissi da marte. Forse dovevo mettere un cartello con scritto “è una delle prime volte che vengo in biblioteca, non mi ricordo a chi devo consegnare il foglio d’ingresso e come funziona”.

Beh alla fine riesco a sedermi.

Silenzio.

Mi imbarazzo quando sposto la sedia, spero di aver spento l’audio del computer, vorrei soffiarmi il naso ma evito.Questo silenzio è interrotto da passi sul tappeto, pagine sfogliate e cellulari che vibrano.

E’ fantastico.

 

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